Palermo – Treccani

Palermo – Treccani

Treccani Ernesto


  • Codice prodotto: MNAP004

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DESCRIZIONE

Palermo un’opera di grande pregio e valore

Il volume dedicato alla città di Palermo e al suo vasto patrimonio di beni artistici e storici si articola in due percorsi paralleli, il primo testuale, il secondo iconografico. Il percorso testuale comprende una serie di saggi in cui illustri studiosi sono stati chiamati a ripercorrere le vicende storiche, politiche, economiche e culturali che hanno determinato la fisionomia di una città unica al mondo.

L’apparato iconografico, costituito di oltre 900 immagini, segue un andamento topografico: dopo alcune panoramiche di Palermo con il suo porto e il Monte Pellegrino che la sovrasta, ci si inoltra nella città per ammirarne le strade, le piazze, le fontane, i palazzi signorili, le chiese, i monumenti, i giardini.

Dopo aver ammirato la Cattedrale e il Palazzo Arcivescovile, la grandiosa fontana Pretoria che occupa l’intera piazza su cui affaccia l’imponente Palazzo Pretorio, si prosegue l’itinerario attraverso la città per visitarne le numerose chiese: dalle cupole arabe di S. Giovanni degli Eremiti e di S. Cataldo e dallo splendore dei mosaici bizantini della chiesa della Martorana si passa ad apprezzare alcuni esempi del barocco siciliano negli intarsi dei marmi policromidella chiesa del Gesù a Casa Professa, nelle colonne tortili, con stucchi di Giuseppe e Giacomo Serpotta, dell’altare del Crocifisso nella chiesa del Carmine Maggiore, nei paliotti in marmo della chiesa della Immacolata Concezione, negli affreschi e negli stucchi di S. Maria della Pietà. Particolare attenzione è data agli oratori di S. Lorenzo, di S. Cita e di S. Domenico, piccoli gioielli d’arte barocca dove si sono espresse la fantasia e la capacità innovativa di Giacomo Serpotta. Tra i vari palazzi della nobiltà palermitana è possibile ammirare gli affreschi dei saloni di Palazzo Celestri di S. Croce – Trigona di S. Elia, il famoso salone degli Specchi di Palazzo Valguarnera di Gangi, dove sono state girate alcune scene del Gattopardo, i saloni di Palazzo Branciforte di Butera e di Palazzo Aiutamicristo. Né si può tralasciare di visitare, fuori le mura, Villa Igiea dove è dato ammirare le raffinate pitture murali di Ettore De Maria Bergler nella Sala Basile e il ritratto di Franca Florio, opera di Giovanni Boldini, né il villino Florio all’Olivuzza e la Palazzina Cinese di Venanzio Marvuglia, prima di inoltrarsi nell’Orto botanico, nel parco della Favorita, nel giardino Inglese e nel giardino Garibaldi.

Ampio spazio è riservato poi ad alcuni luoghi dove è possibile cogliere ancora il sovrapporsi di due culture che animano la città e i suoi dintorni, l’una bizantina, l’altra islamica: la cattedrale e il chiostro di Monreale, i palazzi della Zisa e della Cuba, il Palazzo dei Normanni con la sala di Ruggero e la Cappella Palatina. Qui in particolare è possibile passare dalle scene di soggetto sacro dei mosaici appartenenti a maestranze bizantine alla copertura lignea della navata centrale «popolata da una ricchissima folla di personaggi, scene e motivi di soggetto profano, concepita ed eseguita da maestranze la cui cultura figurativa è di carattere islamico».

Chiude il volume un’ampia raccolta di opere d’arte tratte dalle più importanti collezioni museali: la Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, il Museo Diocesano e il Tesoro della Cattedrale, il Museo Archeologico, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo d’Arte e Archeologia Ignazio Mormino, della Fondazione Banco di Sicilia e il Museo Etnografico Pitrè.

CARATTERISTICHE DEL VOLUME

Palermo, opera ideata e diretta da Giovanni Pugliesi

Tiratura numerata e limitata

Il volume di grande formato di complessive 1026 pagine è stato stampato su carta speciale Scheufelen e contiene oltre 900 illustrazioni e un sedicesimo di tavole fuori testo.

La rilegatura è completamente artigianale.

La copertina si compone di tre elementi distinti – un dorso e due piatti –che vengono assemblati secondo un procedimento impiegato da Giovanni Battista Bodoni nel XVIII secolo.

Il dorso dotato di nervatura è impreziosito da impressioni e fregi dorati e a secco.

Per la copertina è stata utilizzata una pelle selezionata, conciata con soli prodotti naturali (animali e vegetali).

Un prezioso cofanetto custodisce l’opera.


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