Art Basel cambia rotta. 2014 a tutta performance

Collezionisti, artisti, critici, galleristi, art-addict: per tutti, l’appuntamento di questa settimana è a Basilea (Svizzera) per Art Basel, la fiera più famosa del mondo, giunta alla sua 45°edizione. Già prima del 19 giugno, data di apertura al pubblico, nei giorni di preview, gli stand delle gallerie presenti quest’anno, circa 300, hanno fatto registrare vendite di opere con cifre da capogiro.
È così ogni anno, dal 1970, quando si è svolta la prima edizione di Art Basel, su idea dei galleristi e collezionisti Ernst Beyeler, Trudi Bruckner, Balz Hilt. Da allora, la fiera di Basilea, è un’imperdibile appuntamento per il mercato dell’arte in primis, ma anche per chi vuole capire le tendenze del momento e vedere dove è direzionata la ricerca degli artisti e delle gallerie. Il successo della fiera, negli anni, è cresciuto in maniera tale che, dal 2002, Art Basel ha un’edizione invernale a Miami Beach e, dallo scorso anno, anche ad Hong Kong. In ogni caso, girando tra gli stand delle gallerie, si trova l’arte del XX e XXI secolo sotto forma di dipinti, sculture, installazioni, video, multipli, stampe, performance. Sono proprio le performance una delle novità più grandi di quest’anno: ad esse è dedicata “14 Rooms”, a cura dei due grandi curatori europei, Hans Ulrich Obrist (Serpentine Gallery di Londra) e Klaus Biesenbach (MoMA di New York). Quattordici lavori performativi verranno riproposti, ciascuna in una stanza, con il coinvolgimento di 14 grandi artisti tra cui Marina Abramovic, Dominique Gonzalez-Foerster, Joan Jonas, Yoko Ono, Tino Sehgal e Damien Hirst, che, rifacendosi a una sua idea del 1992, “Hans, Georg”, farà sedere coppie di gemelli identici sotto due dei suoi ultrafamosi e colorati dipinti.

Un’altra sezione sarà dedicata ai film d’artista, mentre “Parcours” permetterà di vedere una serie di opere site-specific in varie aree della città, per un totale di 15 lavori realizzati da altrettanti artisti riconosciuti a livello internazionale, tra cui l’italiano Francesco Arena. Dall’Italia provengono anche 17 gallerie, tra cui le immancabili De Carlo da Milano, Continua da San Gimignano, Artiaco da Napoli, che si uniscono alle altre centinaia internazionali provenienti in totale da 34 Paesi.

Tutte sono raccolte nei padiglioni progettati dagli architetti – svizzeri – Herzog & de Meuron, che comprendono, oltre alla sezione “Galleries”, anche “Unlimited”, con oltre settanta opere di dimensioni monumentali, “Feature” con largo spazio ai progetti curatoriali e “Conversation” e “Salon”, ossia le tavole rotonde che coinvolgono artisti, curatori, galleristi, critici, storici che si confronteranno fino a domenica 22, giornata conclusiva della fiera, su tematiche il cui tema centrale è, ovviamente, l’arte.

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