Ernesto Alcide Campestrini – Polenta e funghi

Ernesto Alcide Campestrini – Polenta e funghi

Campestrini Ernesto Alcide

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x70

  • Codice prodotto: MFOD007

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DESCRIZIONE

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile.

Le opere della famiglia Campestrini si distinguono per una ferma volontà di realismo e possiamo constatare come questi pittori, anche all’interno di una concezione di tipo accademico, siano attenti alle novità proposte dalla contemporaneità. Infatti, sia nell’esecuzione della figura umana (nei nudi e nei ritratti) che nelle nature morte, la resa naturalistica è ottenuta mediante una straordinaria tecnica che permette di registrare fedelmente i dati sensibili. Inoltre nelle forme piene dei soggetti si percepisce una precisa volontà di esaltazione dei valori plastici. Ma è nella stesura pittorica, tuttavia, che si percepisce tutta la novità del fare artistico dei Campestrini. La pennellata è sempre dinamica, tanto da rendere i volumi dei soggetti frementi di vibrazioni atmosferiche e luminose. La concretezza delle figure risalta ancora di più in uno spazio decontesualizzato, quasi astratto.

Ernesto Alcide Campestrini è stato un artista milanese, nato nel 1897 e scomparso nel 1983. Figlio di Alcide Davide Campestrini, ebbe i primi elementi dell’arte dal padre. Tratta particolarmente la figura, riuscendo a ottenere un’interpretazione luminosa. Frequentò varie esposizioni anche con opere di paesaggio. Alcune: “Porta Volta”; “Cyrano di Bergerac”; “Il sorriso de tempi passati”: “L’agonia delle aquile”: “Mattutino”: “L’ultima nota”. Oltre alla figura tratta il paesaggio alpino, specie quello trentino. Partecipò al Concorso per il Centenario dei Bersaglieri col quadro “Canta che ti passa”. Il dipinto “Mammina”, acquistato alla sua personale del 1940 dal Comune, è ora nella Galleria d’Arte Moderna di Milano. Allestì parecchie altre personali (1943, 1945, 1951) a Milano, dove ha sempre operato nella solitudine del suo studio. Ha opere in molte collezioni italiane ed estere.


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