Adriano Spilimbergo – Senza titolo

Adriano Spilimbergo – Senza titolo

Spilimbergo Antonio

  • Tecnica: Tecnica mista
  • Dimensione: 12x17

  • Codice prodotto: VVIS005

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DESCRIZIONE

I fiori come soggetto a sé cominciano a comparire all’interno delle “nature morte”, genere che vede la luce agli inizi del XVII secolo. In seguito l’attenzione dei pittori per il mondo floreale, soprattutto con gli impressionisti, si fa sempre maggiore, in quanto occasione straordinaria per catturare vibrazioni cromatiche e luminose. Così i fiori cominciano a comparire non solo nei vasi, ma anche immersi nel loro paesaggio naturale. Se all’inizio della sua storia era un pretesto per i pittori per cimentarsi in una riproduzione fotografica della realtà, con l’arte contemporanea il soggetto dei fiori diventa anche un modo di interpretare la realtà.

Adriano Spilimbergo fu un esponente di punta dei Chiaristi lombardi ed anche in quest’opera conferma le peculiarità del suo fare artistico. A livello cromatico troviamo quell’immersione nella luce che caratterizza anche la sua produzione paesaggistica ed anche questi fiori mostrano lo stesso tocco calligrafico, la stessa tecnica in punta di pennello. Tutto è pervaso dalla medesima consistenza immateriale e bidimensionale, tipica di Spilimbergo e anche degli altri maestri chiaristi. Tipica è la sua stilizzazione nel descrivere i petali e le foglie in una delicatezza esaltata ancora di più dal piccolo formato dell’opera.

Adriano Spilimbergo nacque a Buenos Aires nel 1908. La famiglia discendeva dai conti di Spilimbergo (PN). Nel 1911 si trasferì a Milano e si formò all’Accademia di Brera. Nel 1929 incontrò il critico d’arte Edoardo Persico dai cui insegnamenti prese le mosse per approdare alla tavolozza chiara e luminosa del movimento pittorico del “chiarismo”, divenendone uno degli esponenti. Tenne la sua prima personale alla galleria Bardi nel 1930 e nel febbraio 1931 espose in una collettiva al Milione. Dal 1932 fu presente alle Sindacali lombarde e ai Premi Bergamo del 1941 e del 1942 Nel 1938 eseguì alcune pitture murali per l’Università Bocconi e per alcune case private milanesi. Nel 1942 espose con Del Bon e Lilloni a Milano. Ha esposto alle Biennali di Venezia del 1940, 1948 e 1952. Negli ultimi anni di vita proseguì nella pittura di paesaggio molto decorativa e raffinata. Morì a Spilimbergo nel 1975.


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