Alberto Savi – Senza titolo

Alberto Savi – Senza titolo

Savi Alberto

Il soggetto del monumento equestre, o dell’uomo a cavallo, ha origini molto antiche. Risale al mondo classico il cui più antico esempio è il “Cavaliere di Rampin” e per l’arte romana ebbe una fondamentale importanza politica. Generalmente si tratta di sculture a tutto tondo, ma non mancano i casi in cui questo soggetto compare su […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 30x20

  • Codice prodotto: FCIU002

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DESCRIZIONE

Il soggetto del monumento equestre, o dell’uomo a cavallo, ha origini molto antiche. Risale al mondo classico il cui più antico esempio è il “Cavaliere di Rampin” e per l’arte romana ebbe una fondamentale importanza politica. Generalmente si tratta di sculture a tutto tondo, ma non mancano i casi in cui questo soggetto compare su supporti dipinti. Il tema dell’uomo a cavallo ha attraversato tutta la storia dell’arte, non solo occidentale, ed è diventato oggetto di ricerca per artisti contemporanei quali Marino Marini, Arturo Martini o Aligi Sassu. Il soggetto dell’uomo a cavallo è costantemente presente anche nella produzione di Alberto Savi che ricerca nel movimento e nel dinamismo proprio di questo tema l’analisi strutturale degli oggetti in una geometrica scomposizione di forme.

Come il suo grande predecessore nello studio e nella resa dell’uomo a cavallo in pittura Marino Marini, anche per Alberto Savi il gruppo equestre viene rappresentato tramite un espressionismo talmente spinto all’estremo da arrivare quasi al massimo grado dell’astrazione. I soggetti sono praticamente ridotti a delle forme pure, assumendo una valenza potentemente arcaica. Il tratto è pesantemente marcato e i campi ricavati dalla linea calligrafica e stilizzata sono totalmente riempiti di colore. La stesura pittorica, inoltre, è estremamente complessa ed elaborata, possedendo una consistenza materica e concreta. La peculiarità del fare pittorico di Alberto Savi, che lo distingue dall’espressionismo di Marino Marini e che torna anche in altri dipinti, consiste però in una concezione più razionale della figura. I suoi soggetti sono vere e proprie strutture geometriche che cercano di superare la bidimensionalità dello spazio tramite una sovrapposizione di piani. Così le linee si intersecano andando a formare cerchi e triangoli e la figura esprime, in maniera coerente, lo sguardo razionale ed analitico con il quale l’artista possiede la realtà sensibile ricostruendola nelle sue opere.

Alberto Savi è stato un ingegnere, pittore e direttore della fotografia. Nato a Roma nel 1920 si forma come ingegnere civile ed ottiene un lavoro all’Istituto Geografico Militare. Tuttavia la vocazione artistica fu sempre presente in lui e la svolta della sua vita, in questo senso, avviene nel 1953, a Milano, nel momento in cui diventa direttore della fotografia presso la RAI. La consacrazione definitiva di Alberto Savi pittore avviene nel 2007 con la mostra postuma a Spoleto. È stato definito il pittore della “nobiltà proletaria” per i suoi soggetti preferiti: cavalli e cavalieri, pugili costretti all’angolo, contadini chini sul loro lavoro, musicisti alle prese con i loro strumenti, muratori con le loro espressioni stanche.


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