Aldo Porcaro – Senza titolo

Aldo Porcaro – Senza titolo

Porcaro Aldo

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 39x39
  • Anno: 1978

  • Codice prodotto: IPET010

Visualizzazioni 427

DESCRIZIONE

L’opera si rifà ad un linguaggio estetico informale. La devastazione portata dalla Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nella civiltà occidentale che nelle arti visive si risolse anche in un’impossibilità di comunicare. Tale problematica per alcuni artisti sfociò in un rifiuto totale di qualsiasi linguaggio visivo che si tradusse nella nascita dell’Informale. Le varie correnti informali sono certo collegate all’Espressionismo Astratto americano, soprattutto per quanto riguarda la componente gestuale, ma si spingono oltre per quanto riguarda il rifiuto di qualsiasi elemento figurativo, anche geometrico. La loro ricerca si spinge piuttosto verso la materia con cui compongono le loro opere.

Aldo Porcaro arriva ad un vertice di sperimentazione pittorica abbandonando decisamente ogni contatto con la realtà sensibile, realizzando un’opera concreta di astrazione pura. L’opera viene risolta interamente nella gestualità dell’artista. Infatti la sua superficie è quasi monocroma, impostata su un tono giallo-verde. La materia pittorica, però, è densa e corposa e ciò permetta all’artista di modellare la superficie del dipinto manipolandola e plasmandola. In questo modo si viene a creare un sistema segnico ermetico ma potentemente espressivo nella sua incomunicabilità.

Aldo Porcaro è stato un pittore originario di Bolzano. Dopo la scuola commerciale a Bolzano lavora per una banca italiana a Mogadiscio, dove conosce la sua prima moglie Asli. La pittura e il disegno sono la sua vita e, tornato dall’Africa a Bolzano, negli anni ‘70 riesce a vendere bene i suoi dipinti “africani” dai colori accesi. Porcaro ha una vita sentimentale vivace, è un personaggio charmant. All’inizio degli anni ‘80 trascorre un anno a Parigi, ma, costretto a tornare per motivi economici, non troverà mai una sua dimensione. Instabile mentalmente, negli ultimi anni di vita vive vagabondando; muore all’ospedale di Bolzano per una malattia cardiaca il 30 ottobre 1991.


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