Alfio Graziani – Senza titolo

Alfio Graziani – Senza titolo

Graziani Alfio

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 100x80

  • Codice prodotto: szig001

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DESCRIZIONE

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile.

In questo dipinto l’artista Alfio Graziani ci mostra come il suo linguaggio pittorico sia votato ad una fedele trasposizione della realtà sulla superficie dell’opera. Il suo interesse principale è per i valori plastici, modellati e torniti, che vengono ammorbiditi da un tenue pittoricismo quel tanto che basta a fonderli nell’atmosfera. Per il resto il soggetto si staglia netto, con evidenza quasi iperrealista. Si nota, infatti, una volontà di riportare sulla tela oggettivamente, con grande lucidità, i dati sensibili che il pittore ha di fronte agli occhi. Tutto ciò è possibile perché Graziani è in possesso di una notevole tecnica, che ricorda la pittura fiamminga, nella precisione con cui riproduce i vari materiali e le superfici e gli effetti della luce incidente su di essi. Bellissima è anche la definizione dello spazio, dove è proprio la luce a misurare l’ampiezza della stanza tramite un pittoricismo più vibrante.

Alfio Graziani è nato a Roncoferraro nel 1900 ed è scomparso a Gavirate nel 1981. Ha studiato all’Accademia di Brera di Milano con Cesare Tallone e Ambrogio Alciati. Si è dedicato soprattutto al paesaggio e alla riproduzione dei fiori con i quali ha partecipato alle Internazionali di Venezia, alle Mostre Sindacali regionali e interregionali. Nel 1930 ha esposto alla Biennale Veneziana “Baracche e case” e un “Ritratto”; a quella del 1932, “Vecchia stazione”; “Case in collina” e “Confidenze”; nello stesso anno è presente a Milano alla III Mostra d’Arte del Sindacato regionale coi dipinti: “Eupilio”; “Brianiza” e “Fanciulla in verde”. Alla Galleria d’Arte Moderna di Milano è conservata “Autunno” che ottenne il premio Guido Ricci. E’ stato premiato con medaglia d’oro dal Ministero dell ‘Educazione Nazionale nel 1932, e medaglia d’argento nel 1933 per l’affresco “Il Mercato”. Ha ottenuto anche il premio Sallustio Fornara nel 1939. Nel 1931 partecipa alla Ia edizione della Mostra Quadriennale d’Arte Nazionale a Roma con i disegni “Canzone alpina”, “La darsena” e “Il sentiero”, mostra ove espone nuovamente alla II edizione del 1935, alla III del 1939 ed alla IV edizione del 1943.


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