Alfredo Fabbri – Nel Molise

Alfredo Fabbri – Nel Molise

Fabbri Alfredo

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x35

  • Certificato:
  • Codice prodotto: cpin005

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo.

L’artista Alfredo Fabbri, in linea con la sua ricerca pittorica, in questa opera realizza un paesaggio che può essere definito pienamente espressionista. La realtà viene interpretata in modo estremamente sintetico, con un esercizio di riduzione notevole del dato sensibile. La rappresentazione viene risolta, infatti, interamente sul piano del colore, la cui stesura ha un’evidente ruolo strutturale nel disporsi su diversi piani e ricostruire uno spazio complesso. Infatti il colore è molto corposo e questa sua prerogativa fa in modo che Alfredo Fabbri riesca ad indagare la volumetria degli oggetti anche all’interno di una superficie sostanzialmente bidimensionale. Dal punto di vista compositivo il dipinto viene risolto in una sovrapposizione di strati cromatici orizzontali dove la contrapposizione del verde intenso della parte inferiore al blu violaceo di quella superiore produce un suggestivo gioco di luce. La tavolozza supera di gran lunga la realtà fenomenica per acquisire una valenza prettamente spirituale.

Alfredo Fabbri è stato un pittore di Grosseto, nato nel 1926 e scomparso nel 2010. Agli inizi degli anni Cinquanta si trasferisce a Pistoia e, visitando spesso Firenze, conosce e frequenta Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Alfiero Cappellini, artisti fondamentali per la sua formazione. Nel 1954 realizza la prima mostra personale a Grosseto, mentre l’anno seguente è presente con alcune opere alla VII Quadriennale di Roma. Nel 1957 espone a Lyceum con Conti, Capocchini e Colacicchi e una sua opera viene acquistata ed entra nella collezione della galleria di Arte Moderna di Palazzo Pitti. Gli anni Sessanta cominciano con un’intensa attività espositiva in gallerie pubbliche e private e partecipa a numerose rassegne internazionali: Burgdof (Svizzera) (1966), Parigi (1968), New York (1969). Nel 1988 illustra la Suite parigina del poeta Piero Bigongiari: gli anni Ottanta sono effettivamente caratterizzati da un’intensa attività grafica che diventa determinante a causa di una minore attenzione alla pittura realistica.


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