Aligi Sassu – Cristo

Aligi Sassu – Cristo

Sassu Aligi

  • Tecnica: Fusione in bronzo
  • Dimensione: 29x26
  • Anno: 1999

  • Stato di conservazione: Ottimo
  • Tiratura: 132/275
  • Codice prodotto: GMAL001

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DESCRIZIONE

Iconografia popolarissima in tutta la storia dell’arte occidentale la Crocifissione vede le sue origini in età paleocristiana per poi svilupparsi nei secoli fino alle più recenti espressioni dell’arte contemporanea. L’iconografia tradizionale di Gesù sulla croce ha infinite varianti da quella più semplice, dove compare il solo Gesù Cristo crocefisso, oppure la versione accompagnata dai “dolenti”, la Madonna e San Giovanni Evangelista. In epoca medievale le scene di Crocifissione cominciarono ad essere sempre più elaborate: vennero aggiunte le croci dei ladroni e, via via, sempre più personaggi fino a diventare occasione per grandi scene corali. Spesso è accompagnata anche da elementi simbolici come, per esempio, la presenza del sole e della luna o il teschio di Adamo sotto la croce di Cristo (il quale sta a significare l’azione redentrice della Passione di Cristo nei confronti del peccato originale).

L’opera è un esempio molto esplicativo della produzione artistica di Aligi Sassu, che, pur usando un linguaggio figurativo e pur rimanendo nell’ambito di una composizione armonica e classicheggiante, non rinuncia ad adottare delle forzature anti-naturalistiche. In questa scultura, ad esempio, possiamo notare come la fisionomia, la muscolatura e il plasticismo del soggetto si rifaccia ad una concezione classica della figura umana. Ma Sassu stravolge la realtà deformandola, per renderla più dinamica ed espressiva. Innanzitutto comprime lo spazio, eliminando quasi la profondità e costringendo la figura a riempire tutta la superficie del dipinto. Il modellato del corpo è molto complesso e presuppone un gusto per la manipolazione materica e l’espressionismo scultoreo che è squisitamente contemporaneo.

Aligi Sassu, nato a Milano nel 1912, è stato un pittore ed uno scultore. Nel campo della pittura i suoi sforzi furono rivolti soprattutto alla rappresentazione del movimento e della forza fisica, per questo il soggetto del cavallo o dell’uomo a cavallo fu a lui sempre congeniale. Alla fine degli anni ’70 stipulò insieme a Bruno Munari il  manifesto pittorico “Dinamismo e riforma muscolare”, nel quale si programmava un ritorno a forme anti-naturalistiche in senso dinamico. Buona parte della sua pittura, inoltre, è ispirata a Delacroix e alle sue battaglie.


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