Aligi Sassu – La pace

Aligi Sassu – La pace

Sassu Aligi

  • Tecnica: Bassorilievo in bronzo
  • Dimensione: 30x30
  • Anno: 1996

  • Certificato: Certificato di Autenticitá
  • Codice prodotto: FMAR002

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DESCRIZIONE

L’iconografia di questa scultura ha sicuramente dei valori allegorici e può essere definita, in qualche modo, simbolista proprio per la sua allusione a significati sottesi. E’ un tipo di soggetto che può essere ricollegato al linguaggio artistico di pittori di fine Ottocento come Moreau o Odilon Redon, i quali oltre ad iconografie complesse ricercavano anche una certa astrazione formale. Nel caso specifico, nella sua interpretazione della Pace, Sassu non sceglie l’iconografia mitologica dell’Eirene (una figura di donna con un bambino in braccio) ma crea l’immagine di una figura alata.

In questa piccola scultura a bassorilievo, elemento statico per definizione, possiamo apprezzare quanto la ricerca di Aligi Sassu sia stata impostata verso l’espressione di forze dinamiche e incontenibili. La scultura in oggetto presenta un interesse dell’artista verso la sintesi della forma. Il soggetto subisce una riduzione della propria fisionomia, e tale operazione viene condotta in chiave rigorosamente espressionista. Infatti tutto il processo di astrazione è concepito in modo da creare un ritmo compositivo curvilineo e sinuoso, espressione di un forte dinamismo, inscindibile dall’opera di Sassu. Prevale anche l’esaltazione delle forme che vengono quasi gonfiate, sia quelle anatomiche che quelle del panneggio. In conclusione si può constattare come, insieme alla sintesi formale conviva un certo plasticismo marcato che si risolve in un aumento delle proporzioni del soggetto. Tutto ciò porta questa scultura ad assumere l’aspetto di un manufatto antico, dal sapore arcaico, cosa che aumenta ulteriormente l’efficacia del suo aspetto iconico e del suo valore simbolico.

Aligi Sassu, nato a Milano nel 1912 e scomparso nel 2000, è stato un pittore ed uno scultore. Nel campo della pittura i suoi sforzi furono rivolti soprattutto alla rappresentazione del movimento e della forza fisica, per questo il soggetto del cavallo o dell’uomo a cavallo fu a lui sempre congeniale. Alla fine degli anni ’70 stipulò insieme a Bruno Munari il manifesto pittorico “Dinamismo e riforma muscolare”, nel quale si programmava un ritorno a forme anti-naturalistiche in senso dinamico. Buona parte della sua pittura, inoltre, è ispirata a Delacroix e alle sue battaglie.


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