Aligi Sassu – Son vida

Aligi Sassu – Son vida

Sassu Aligi

  • Tecnica: Serigrafia
  • Dimensione: 65x87

  • Codice prodotto: GFAV001

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DESCRIZIONE

Le rappresentazioni di animali nell’arte hanno origini antichissime, tanto da comparire anche sulle pitture rupestri di epoca primitiva. Per questioni di culto vari tipi di animali compaiono nelle testimonianze di diverse civiltà di epoca antica. E’ soprattutto nel medioevo, nell’ambito del Gotico Internazionale, che le raffigurazione di animali si diffondono come veri e propri ritratti dal vero, sia all’interno di opere o nei quaderni di disegni e bozzetti. La presenza degli animali come soggetti nell’arte rimarrà costante fino all’epoca contemporanea. Gran parte della produzione, soprattutto grafica, di Aligi Sassu è focalizzata sulla figura del cavallo. Animale nobile, simbolo di bellezza ed armonia il cavallo e stato più volte un soggetto protagonista nella storia dell’arte. A partire dal Trecento la sua presenza e sempre stata d’obbligo nelle scene di battaglia o nei monumenti equestri e, per i pittori, e sempre stata una sfida quella di rappresentarlo con precisione anatomica e resa naturalistica.

L’opera è un esempio molto esplicativo della produzione pittorica e grafica di Aligi Sassu, che pur rimanendo su una base figurativa adotta delle forme anti- naturalistiche. Anche in questa opera possiamo notare come i soggetti siano caratterizzati da deformazioni espressive che però ne accentuano il dinamismo e lo sforzo fisico. Tutte le linee della composizione sono indirizzate a suggerire allo spettatore un’idea di movimento frenetico e di forza. Partecipe dello stesso scopo è anche la scelta del colore il quale, a sua volta, non rispetta la verità naturale ma è usato in chiave espressiva con una prevalenza assoluta della tonalità rossa.

Aligi Sassu, nato a Milano nel 1912 e scomparso nel 2000, è stato un pittore ed uno scultore. Nel campo della pittura i suoi sforzi furono rivolti soprattutto alla rappresentazione del movimento e della forza fisica, per questo il soggetto dell’uomo a cavallo fu a lui sempre congeniale. Alla fine degli anni ’70 stipulò insieme a Bruno Munari il manifesto pittorico “Dinamismo e riforma muscolare”, nel quale si programmava un ritorno a forme anti-naturalistiche in senso dinamico. Buona parte della sua pittura, inoltre, è ispirata a Delacroix e alle sue battaglie.


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