Ambito Pietro Mera e Scuola – Fuga in Egitto

Ambito Pietro Mera e Scuola – Fuga in Egitto

L’episodio della “Fuga in Egitto” è riportato nel Vangelo di San Matteo. Giuseppe e Maria fuggono in Egitto per salvare Gesù Bambino dalla strage degli innocenti ordinata da Erode. Il tema del “riposo dalla fuga in Egitto” è molto diffuso nell’arte occidentale, soprattutto nei secolo XVI e XVII. Spesso la scena viene arricchita dalla presenza […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 95x76

  • Codice prodotto: BDEC001

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DESCRIZIONE

L’episodio della “Fuga in Egitto” è riportato nel Vangelo di San Matteo. Giuseppe e Maria fuggono in Egitto per salvare Gesù Bambino dalla strage degli innocenti ordinata da Erode. Il tema del “riposo dalla fuga in Egitto” è molto diffuso nell’arte occidentale, soprattutto nei secolo XVI e XVII. Spesso la scena viene arricchita dalla presenza di figure di santi. Nel caso specifico dell’opera in oggetto abbiamo una rappresentazione davvero molto essenziale: l’artista ha ideato una rappresentazione in cui compaiono solo i personaggi principali del soggetto, ovvero la Sacra Famiglia, San Giuseppe e la Madonna col Bambino sopra l’asino (elemento tradizionale che non manca mai nella “Fuga in Egitto”). Una particolarità degna di nota è la caratterizzazione che l’artista ha dato alla figura di San Giuseppe, abbigliato con la veste tipica del pellegrino. Ne riconosciamo gli elementi peculiari nel cappello a larga tesa, la mantiglia ed il bastone. Altro particolare molto interessante consiste nel fatto che la Madonna sia stata rappresentata nell’atto di allattare il Bambino.

Complessivamente, dal punto di vista stilistico, l’opera si conforma ad un naturalismo tipicamente cinquecentesco e seicentesco, ma in una maniera molto istintiva, probabilmente di derivazione popolare. Infatti possiamo constatare come l’artista segua i canoni estetici, prima rinascimentali e poi classicisti in generale, di una resa monumentale delle figure. Il San Giuseppe incede con i suoi ampi volumi, la cui evidenza plastica viene sottolineata dai larghi panneggi della veste e del mantello, così come la figura della Madonna è costituita da un ingente volume. Inoltre, sempre seguendo i canoni di un naturalismo di gusto classicista, la scena viene immersa in un paesaggio naturale, con lo sfondo determinato dai declivi dei monti. L’elemento rilevante consiste nel fatto che questi canoni estetici vengono interpretati in maniera piuttosto semplificata, con una evidente tendenza alla stilizzazione. Il movimento del San Giuseppe, anche se impegnato in una complessa torsione così come vogliono le regole del grande naturalismo, risulta tuttavia un po’ meccanico ed innaturale. Le proporzioni della Madonna col Bambino sono più grandi rispetto a quelle dell’asino. Anche lo spazio tende leggermente alla bidimensionalità senza una vera e propria fuga nella profondità. La scelta dei colori privilegia tonalità tendenzialmente brune, con qualche apertura luministica soprattutto sullo sfondo.

L’opera è stata attribuito ad un artista operante nell’ambito di Pietro Mera, pittore originario di Utrecht, nato nel 1570, attivo in Italia, dove venne soprannominato “il Fiammingo” e scomparso a Venezia nel 1644. Per quanto riguarda l’opera in oggetto, le caratteristiche stilistiche sopra delineate confermerebbero una datazione tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII. Sono in linea con questa ipotesi anche il carattere generale austero della rappresentazione e del cromatismo, tipici della produzione artistica dell’età della Controriforma. Sulla mano che ha realizzato il dipinto possiamo essere abbastanza certi che si tratti di una maestranza locale, in quanto si intravede la volontà verso una rappresentazione naturalistica della figura umana, anche se condotta con mezzi tecnici limitati. Dunque l’opera risulta estremamente interessante per il suo carattere popolare che ci mostra un tipo di devozione che si pone al di fuori dei canoni ufficiali, come si può riscontare anche dall’elaborazione del tema iconografico in maniera piuttosto inusuale (con il San Giuseppe pellegrino e la Madonna che allatta il Bambino). Per queste motivazioni il dipinto può essere considerato una testimonianza storico- artistica molto importante della pietà popolare tra XVI e XVII secolo.


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