Riproduzione da Amedeo Modigliani , Giorgio de Chirico – Dittico – Senza titolo

Riproduzione da Amedeo Modigliani , Giorgio de Chirico – Dittico – Senza titolo

Riproduzione da Modigliani Amedeo e De Chirico Giorgio

  • Tecnica: Stampa
  • Dimensione: 20x16,5 - 20x16,5

  • Stato di conservazione: Ottimo
  • Codice prodotto: GASS002

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DESCRIZIONE

Modigliani Amedeo.

Il ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea.

L’opera è un eccellente riproduzione che ci mostra quale siano le peculiarità dello stile di Amedeo Modigliani, soprattutto nel genere a lui più caro, cioè il ritratto. Modigliani ha ben presente, nel suo linguaggio, l’Espressionismo (dal quale riprende il processo di sintesi del soggetto) e il Cubismo (per la possibilità di scomporre il soggetto mediante l’uso di un molteplice punto di vista). Modigliani riprende queste istanze, ma mentre nell’Espressionismo e nel Cubismo la sintesi e la scomposizione servivano a rappresentare dei concetti universali, delle idee, Modigliani si serve di questi mezzi per esaltare l’individualità dei personaggi ritratti. E così tramite la sua elegantissima linea grafica indaga le fisionomie, le scompone e le sintetizza allo stesso tempo, per scavare a fondo, non solo nei tratti somatici, ma anche nelle caratteristiche psicologiche del soggetto.

Amedeo Modigliani è stato un pittore originario di Livorno, città in cui è nato nel 1884. Tutta la sua carriera si è però sviluppata a Parigi, dove si trasferì nel 1906 e dove è scomparso nel 1924 a causa di una tubercolosi. Qui ebbe modo di conoscere l’ambiente delle avanguardie storiche, legandosi soprattutto al Cubismo, di cui però non fece mai parte. Sviluppò, infatti, un proprio stile originale basato su una linea grafica purissima. I suoi volti hanno sempre una parvenza di arcaico, piatti e iconici, con le deformazioni tipiche di un linguaggio artistico peculiare e personalissimo (colli lunghi, bocche increspate, occhi neri a mandorla).

De Chirico Giorgio

L’iconografia di questa opera è ispirata ad un consapevole citazionismo classicista. Il linguaggio artistico guarda all’antichità classica, greca e romana. Tutto ciò si traduce in un’esecuzione che ha come obiettivo principale quello della mimesi, ovvero il bisogno dell’uomo di imitare, riprodurre la natura, ciò che lo circonda. Tuttavia assistiamo qui ad una rielaborazione del maestro De Chirico, affinchè anche il soggetto classico provochi una sensazione di straniamento, in linea con l’estetica metafisica.

Il citazionismo classicista è una delle componenti fondamentali dell’estetica di Giorgio De Chirico. Spesso, secondo le istanze della Metafisica, la citazione classica o archeologica viene collocata in un contesto inusuale con effetto straniante. In questo caso ci troviamo di fronte ad un’opera in cui l’autore imprime un proprio marchio di fabbrica, ovvero la presenza di un elemento arcaico, proveniente da una galleria di immagini del passato. Questo tipo di iconografia concerne un concetto importantissimo nella poetica di De Chirico, fondamentale anche per l’elaborazione delle tesi metafisiche, il concetto del “ritorno alle origini”. Per De Chirico l’arte contemporanea non deve creare nuove immagini, piuttosto l’artista deve selezionarle dal passato, come fosse un museo ideale, arrogandosi la libertà di rielaborale in composizioni creative.

Giorgio De Chirico, nato a Volo in Grecia nel 1888 è scomparso a Roma nel 1978. E’ il fondatore della pittura Metafisica. De Chirico recupera immagini già esistenti, usuali,nell’immaginario collettivo. Ma provoca un effetto di straniamento tramite il processo di spostamento, ovvero l’apparizione improvvisa di un oggetto fuori dal suo contesto abituale, o la condensazione, la fusione di più oggetti in un’unica entità. La Metafisica si caratterizza anche per il carattere illusorio delle sue immagini.


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