Amelia da Forno in Casonato – Senza titolo

Amelia da Forno in Casonato – Senza titolo

Casonato Amelia da Forno

  • Tecnica: olio su tela
  • Dimensione: 98x75

  • Certificato: non presente
  • Codice prodotto: LCES001

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DESCRIZIONE

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile. Il dipinto in oggetto presenta una natura morta ispirata al tema della caccia.

Dall’analisi di questa opera possiamo constatare come l’opera sia caratterizzata da un linguaggio artistico che porta alle estreme conseguenze l’impressionismo e che cerca di evocare le immagini tramite un lirismo della memoria. Amelia Da Forno in Casonato è una vera e propria maestra del colore capace, con la pennellata, di infondere la vita nei soggetti. Il suo tocco è sì corsivo, ma allo stesso tempo ricco di vibrazioni e di fremiti esistenziali. In questo senso, come poesia della vita, va interpretata l’evoluzione della tecnica impressionista da parte di Amelia Da Forno in Casonato. Ogni pennellata registra vibrazioni cromatiche e luminose, infondendo, al contempo, un’inarrestabile energia vitale anche ad un soggetto statico come una natura morta.

Amelia Da Forno in Casonato (Nervesa della Battaglia 1878 – Conegliano Veneto 1969) opera come abile pittrice per oltre 40 anni in Egitto, dove a El Cairo fonda una scuola d’arte. Da giovane, ottenuto il diploma alle scuole superiori, inizia a studiare a Venezia presso l’Accademia di Belle Arti. Nella città lagunare sorge un travolgente amore con Diego Casonato tanto da spingere i due giovani a sposarsi di nascosto dai rispettivi genitori. Come conseguenza di ciò nel 1902 decidono di fuggire in Egitto. Una nuova vita si crea lavorando per i Pascià e per il Re Fouad. Amelia Casonato Da Forno partecipa a tre edizioni della Biennale di Venezia all’interno del Padiglione Egiziano. Poi espone a Londra, Bruxelles, Genova, Roma, Venezia (Opera Bevilacqua La Masa) e annualmente nel suo Egitto nelle città di El Cairo e Alessandria. Dal 1952 decide di stabilirsi a Conegliano Veneto legandosi in amicizia con la Famiglia Fabris.


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