Amelia Da Forno – Paesaggio del castello di Conegliano

Amelia Da Forno – Paesaggio del castello di Conegliano

Da Forno Amelia

  • Tecnica: Olio su faesite
  • Dimensione: 60x75
  • Anno: 1968

  • Codice prodotto: Griz001

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. Questo paesaggio di Amelia Da Forno il quadro è stato dipinto per una mostra collettiva tenuta a Conegliano per celebrare “Il vino nell’arte”.

L’opera evidenzia una maturità post-impressionista dell’artista Amelia Da Forno in Casonato. La composizione, che si tratti di una natura morta, un vaso di fiori o un paesaggio, è tutta compressa in primo piano, senza concedere nulla ad una profondità spaziale. Lo scopo del pittore non è quello di riportare il dato sensibile del soggetto, ma di carpirne l’essenza stessa, la loro sostanza. A questo fine interviene la pennellata, ricca di materia, che, nonostante l’essenzialità della rappresentazione, rimpolpa gli oggetti, li scompone su diversi piani, registrando le vibrazioni della luce e della vita su di essi. Il dato sensibile, dunque, viene completamente superato in una concezione del fare pittorico complessa in cui gioca un ruolo fondamentale anche la stessa gestualità dell’artista. Nella pittura di paesaggio gli oggetti vengono costruiti dal pittore per mezzo di grossi tocchi di pennello densi di colore e le case vengono strutturate secondo dei principi geometrici che guardano a Cézanne. Dal punto di vista cromatico, tutta la superficie dell’opera è intonata secondo una gamma di colori equilibrata di richiami e corrispondenze.

Amelia Da Forno in Casonato (Nervesa della Battaglia 1878 – Conegliano Veneto 1969) opera come abile pittrice per oltre 40 anni in Egitto, dove a El Cairo fonda una scuola d’arte. Da giovane, ottenuto il diploma alle scuole superiori, inizia a studiare a Venezia presso l’Accademia di Belle Arti. Nella città lagunare sorge un travolgente amore con Diego Casonato tanto da spingere i due giovani a sposarsi di nascosto dai rispettivi genitori. Come conseguenza di ciò nel 1902 decidono di fuggire in Egitto. Una nuova vita si crea lavorando per i Pascià e per il Re Fouad. Amelia Casonato Da Forno partecipa a tre edizioni della Biennale di Venezia all’interno del Padiglione Egiziano. Poi espone a Londra, Bruxelles, Genova, Roma, Venezia (Opera Bevilacqua La Masa) e annualmente nel suo Egitto nelle città di El Cairo e Alessandria. Dal 1952 decide di stabilirsi a Conegliano Veneto legandosi in amicizia con la Famiglia Fabris.


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