Andrè Cefaly – Senza titolo

Andrè Cefaly – Senza titolo

Cefaly Andrè

I fiori come soggetto a sé cominciano a comparire all’interno delle “nature morte”, genere che vede la luce agli inizi del XVII secolo. In seguito l’attenzione dei pittori per il mondo floreale, soprattutto con gli impressionisti, si fa sempre maggiore, in quanto occasione straordinaria per catturare vibrazioni cromatiche e luminose. Così i fiori cominciano a […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x30

  • Codice prodotto: FPLA001

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DESCRIZIONE

I fiori come soggetto a sé cominciano a comparire all’interno delle “nature morte”, genere che vede la luce agli inizi del XVII secolo. In seguito l’attenzione dei pittori per il mondo floreale, soprattutto con gli impressionisti, si fa sempre maggiore, in quanto occasione straordinaria per catturare vibrazioni cromatiche e luminose. Così i fiori cominciano a comparire non solo nei vasi, ma anche immersi nel loro paesaggio naturale. Se all’inizio della sua storia era un pretesto per i pittori per cimentarsi in una riproduzione fotografica della realtà, con l’arte contemporanea il soggetto dei fiori diventa anche un modo di interpretare la realtà.

Il linguaggio pittorico di Andrè Cefaly fa affidamento soprattutto sulle qualità espressive del colore. La struttura disegnativa e la griglia prospettica vengono completamente scardinate per lasciare spazio alla forza delle pennellate. Infatti il vigore con cui Cefaly realizza le sue opere è tale da rasentare la gestualità tipica di un Espressionismo Astratto. Tuttavia Andrè Cefaly si tiene ben saldo alla realtà fenomenica perché anche con le sue pennellate cariche di colore, estremamente materiche, riesce a delineare l’essenza del vaso di fiori dandogli vigore espressivo. Soprattutto nelle opere a tema floreale, comunque, notiamo un’accentuazione della sintesi coloristica. La resa dell’oggetto è ancora più astratta, determinata da grosse pennellate contrapposte. In questo contesto espressionistico il colore acquisisce delle tonalità aggressive, quasi fauviste, generando contrasti violenti ricercati dal pittore. Il significato del colore, infatti, va ben oltre il naturalismo e assume una valenza altamente simbolica, evocativa e spirituale.

Andrea Cefaly (Cortale 1901 – 1986), detto junior o il giovane per distinguerlo dal nonno, Andrea Cefaly, noto pittore di scuola napoletana. Del 1926 è la sua prima apparizione pubblica alla IV Biennale d’Arte Calabrese. In seguito a questa partecipazione è notato dallo scultore Michele Guerrisi che decide di portare con sé il giovane Andrea a Torino, dove insegnava Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti. Guerrisi condurrà nel 1927 il Cefaly nello studio del suo amico pittore Felice Casorati. Nel 1948 in seguito ad un viaggio che lo porta fino a Venezia, Cefaly rimane colpito ed estasiato dinnanzi alle opere degli impressionisti esposte alla XXIV Esposizione Biennale d’Arte Internazionale. Da quel momento in poi la sua pittura muterà radicalmente intraprendendo un percorso personalissimo che lo porterà all’attenzione dei più importanti critici italiani, ed a partecipare alle manifestazioni artistiche più significative. Nel 2001 in occasione delle celebrazioni del centenario dalle nascita sue opere sono esposte in una mostra presso il Complesso del Vittoriano a Roma. Nel 2004 la prima grande mostra antologica postuma presso il Complesso Monumentale del San Giovanni a Catanzaro.


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