Andreas Markò – Senza titolo

Andreas Markò – Senza titolo

Markò Andreas

  • Tecnica: Olio su cartoncino
  • Dimensione: 25x30

  • Certificato:
  • Codice prodotto: FFAB001

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. L’artista di origine ungherese Andreas Markò ha focalizzato la maggior parte della sua produzione pittorica proprio sul soggetto del paesaggio. Nei suoi dipinti prendono vita i luoghi in cui l’artista è vissuto, ispirati ad un’Italia idilliaca. I suoi scorci idealizzati, dove la vegetazione si mescola a composizioni di rocce, sembrano usciti direttamente da un dipinto rinascimentale.

Le vedute, di gusto campestre o pastorale, realizzate da Andreas Markò, si distinguono sempre per la pregevole fattura. Anche se a livello formale egli è capace di restituire immediatezza nella descrizione paesaggistica, allo stesso tempo, è quasi miniaturistica la precisione con cui l’artista raggiunge la resa naturalistica. Dal punto di vista della composizione il dipinto si distingue per la perfezione di una costruzione coerente ed unitaria, realizzata in una studiata armonia nella disposizione degli elementi. L’unità viene garantita soprattutto dall’uso del colore che contraddistingue lo stile di Andreas Markò, il quale, rifacendosi alla più squisita tradizione pittorica rinascimentale, è impostato su una perfetta coerenza tonale e un sapiente uso dello sfumato. Tutto lo spazio, infatti, viene misurato dalla stessa luce calda e dorata che esce dallo squarcio di cielo tra le rocce, nella quale si rivelano gli elementi della natura, in una delicatissima prospettiva atmosferica che ribadisce lo spirito classicista di questa rappresentazione. La luce determina dei leggeri riverberi dorati sulle cose e, soprattutto, sulle rocce, restituendoci perfettamente l’atmosfera idilliaca di una calda giornata nella natura incontaminata.

Andreas Markò è stato un artista di origine ungherese, nato a Vienna nel 1826 e scomparso a Firenze nel 1895. Allievo del padre Carlo, con il quale era giunto in Italia nel 1832, cominciò a esporre nella seconda metà degli anni ’40 alla Promotrice fiorentina paesaggi e scene campestri. Dal 1854 col fratello Carlo e altri pittori paesisti, per lo più allievi del padre, si recò a dipingere dal vero nella campagna senese, dando vita alla cosiddetta Scuola di Staggia. Dalla fine degli anni ’50 subentrò al padre nella scuola di pittura di paese che quest’ultimo aveva avviato a Firenze e la diresse all’insegna della massima libertà di esecuzione. Nel 1861 partecipò alla I Esposizione Italiana con Carbonai (Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti). Dopo un decennio di intensa attività anche espositiva iniziò a trascurare le mostre fiorentine e riprese a esporvi solo nel 1879 (1881, Torre del Lago).


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