Aniello Mantice – Senza titolo

Aniello Mantice – Senza titolo

Mantice Aniello

  • Tecnica: Tecnica mista
  • Dimensione: 34x63

  • Codice prodotto: FFAB002

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DESCRIZIONE

Da sempre la figura umana è stata al centro della ricerca artistica. Fin dall’età classica la resa naturalistica dell’anatomia e del volto umani è stata uno degli obiettivi principali di pittori e scultori di tutti tempi. La rappresentazione della figura umana è trasversale a tutte le epoche e a tutte le correnti stilistiche. Infatti oltre alle interpretazioni naturalistiche, proprie del Rinascimento e dei vari classicismi, che mirano ad una rappresentazione veritiera e dettagliata dell’anatomia, il corpo umano è stato protagonista anche all’interno delle nuove concezioni estetiche portate dalle avanguardie storiche, come nel Cubismo, nell’Espressionismo e nel Surrealismo. Proprio all’interno di questo contesto si muove l’opera del pittore Aniello Mantice, la quale vede la figura umana al centro della sua ricerca. La sua profonda indagine sul soggetto lo porta ad elaborare un linguaggio fortemente espressionista che si risolve in un’accentuata sintesi della figura umana.

Le opere di Aniello Mantice presentano una marcata vocazione espressionista, ovvero che tende a porre l’accento sull’espressione delle emozioni. L’arte espressionista vuole gridare al mondo i propri stati d’animo e ostentarli con passione. Sul piano formale ciò si traduce in una resa sommaria delle figure, attraverso un tratto molto nervoso e movimentato, nonché nell’uso di una gamma cromatica violenta. Tali caratteristiche si trovano nelle avanguardie storiche dell’espressionismo, come il Fauvismo e il movimento Die Brucke in Germania, Aniello Mantice le accoglie nel suo linguaggio e le fa proprie con un’interpretazione originale. Nelle opere di Mantice la figura umana è costruita mediante un tratto pittorico volutamente grezzo, denso di un colore materico. Le figure così costruite risultano quasi disarticolate, sbozzate nelle loro forme spigolose e tormentate. Anche lo spazio subisce la stessa compressione attuata per mezzo di una pittura gestuale, costruito da campiture di colore anche esse trattate in maniera decisamente grossolana. La tavolozza, come nella migliore tradizione espressionista, si accende di tonalità violente ed aggressive, alla ricerca di contrasti e stridori che rendano, ancora, la complessità dell’esistere umano.

Aniello Mantice è stato un artista originario di Ponticelli. Si è formato, inizialmente, presso l’Istituto d’Arte di Napoli, conseguendo anche l’abilitazione all’insegnamento. In seguito si è trasferito in Germania a studiare incisione, tappa fondamentale per la formazione del suo stile che risente di una fortissima influenza dell’Espressionismo tedesco. Tornato a Ponticelli avvia una prolifica produzione soprattutto di opere di grafica, riscuotendo un ampio successo di critica e di pubblico e partecipando a varie mostre personali e collettive. In seguito si trasferisce in Sardegna dove rimane per il resto della sua vita per dedicarsi all’insegnamento delle tecniche grafiche.


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