Anonimo della scuola Cuzqueña – Angelo

Anonimo della scuola Cuzqueña – Angelo

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 40x60

  • Codice prodotto: ALUC001

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DESCRIZIONE

Il soggetto di questa opera è molto particolare e fa riferimento ad un preciso ambito artistico. L’iconografia è quella tipica dell’angelo protettore il quale, come possiamo vedere dal dipinto, si presenta vestito di elegantissimi e vistosi abiti di fine ‘600, compresa la tipica capigliatura voluminosa. Caratteristica peculiare di queste opere è che solitamente l’angelo è armato di archibugio, in questa variante insolita, invece, egli ha in una mano un bastone e nell’altra un mazzo di fiori. Questi angeli sono tipici dell’ambito del cosiddetto Barocco Andino, detto anche “stile meticcio”, ovvero la forma di arte sacra che si sviluppò tra le popolazioni dell’America Latina dopo la conquista da parte degli spagnoli. Per la tradizione gli Angeli, archibugieri e non, rappresentavano i falconi, ovvero le sembianze che assumevano i defunti dopo la morte e che venivano considerati protettori dei famigliari.

I dipinti raffiguranti gli Angeli protettori hanno, generalmente, delle dimensioni contenute, adatte ad un uso privato, derivante dalla loro funzione di numi tutelari familiari che abbiamo poc’anzi definito. Ed è proprio questa loro funzione di tradizione pagana, di protettori della casa, a determinarne il loro aspetto peculiarmente iconico e ieratico. A sostegno di questo tipo di rappresentazione intervengono le caratteristiche stilistiche del Barocco Andino o “stile meticcio”, la cui proprietà principale è la fusione dell’estetica barocca europea con un certo carattere arcaico che meglio si confaceva all’arte delle popolazioni autoctone dell’America Latina. E così negli Angeli protettori, come nel dipinto oggetto della nostra analisi, la pomposità, tipica dell’arte barocca, si sposa con una certa fissità iconica. Tutto ciò concorre alla definizione di una figura sovrannaturale: da una parte l’esagerazione barocca delle vesti (i ricami estremamente complessi, le maniche amplissime, la tesa larghissima dei cappelli, la lunghezza delle capigliature fluenti) è utile a definire un contegno talmente aristocratico ed artificioso che non può appartenere ad una dimensione terrena. Dall’altra, tuttavia, vi è, nella definizione sovrannaturale dell’Angelo, anche una fissità ed una rigidità che sono tipici di un fare artistico spontaneo ed arcaico, tipico della produzione artistica sudamericana (che si può vedere ancora nella pittura degli ex voto in tutta l’America Latina). In più bisogna aggiungere anche una certa componente residuale degli stilemi manieristici, ravvisabile nella esagerata affettazione della figura e nella sua eleganza artificiosa.

Ciò che possiamo affermare, dall’analisi dell’opera, è che l’anonimo artista esecutore di questo Angelo protettore ha uno stile perfettamente consono alle caratteristiche del cosiddetto Barocco Andino. Nello specifico, oltre al carattere iconico tipico del suddetto stile, egli presenta una certa rigidità di forme che ci fa pensare ad una maestranza popolare ma tuttavia molto significativa di quell’ambito artistico.


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