Anonimo – Crocifissione

Anonimo – Crocifissione

Iconografia popolarissima in tutta la storia dell’arte occidentale la Crocifissione vede le sue origini in età paleocristiana per poi svilupparsi nei secoli fino alle più recenti espressioni dell’arte contemporanea. L’iconografia tradizionale di Gesù sulla croce ha infinite varianti da quella più semplice, dove compare il solo Gesù Cristo crocifisso, oppure la versione accompagnata dai “dolenti”, […]

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  • Anno: `600

  • Codice prodotto: CCAS002

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DESCRIZIONE

Iconografia popolarissima in tutta la storia dell’arte occidentale la Crocifissione vede le sue origini in età paleocristiana per poi svilupparsi nei secoli fino alle più recenti espressioni dell’arte contemporanea. L’iconografia tradizionale di Gesù sulla croce ha infinite varianti da quella più semplice, dove compare il solo Gesù Cristo crocifisso, oppure la versione accompagnata dai “dolenti”, la Madonna e San Giovanni Evangelista. In epoca medievale le scene di Crocifissione cominciarono ad essere sempre più elaborate: vennero aggiunte le croci dei ladroni e, via via, sempre più personaggi fino a diventare occasione per grandi scene corali. Spesso e accompagnata anche da elementi simbolici come, per esempio, la presenza
del sole e della luna o il teschio di Adamo sotto la croce di Cristo (il quale sta a significare l’azione redentrice della Passione di Cristo nei confronti del peccato originale). Nel caso dell’opera in oggetto viene presenta l’iconografia più semplice, con la presenza del solo Cristo crocifisso con, alle spalle, un ampio sfondo paesaggistico.

L’analisi di questo piccolo dipinto su tavola va condotta tenendo separati i due aspetti della resa formale e della tecnica. Per quanto riguarda il primo aspetto possiamo affermare che vi e nell’artista esecutore la volontà di perseguire una perfetta resa naturalistica nella realizzazione del soggetto. Lo vediamo, innanzitutto, nella cura e nella precisione tramite la quale viene descritto il corpo del Cristo. La sua anatomia viene delineata con un notevole senso del plasticismo, così possiamo percepire chiaramente la forma della ossatura e della muscolatura descritte con grande fedeltà. Il gioco delle ombre, inoltre, e bene orchestrato al fine di farci rilevare la volumetria del corpo del Cristo Crocifisso. E così anche il volto del soggetto e la sua espressione contrita, in un pacato dolore, danno il senso di una concezione artistica legata ad una resa naturalistica idealizzata in un sentimento religioso intimo e domestico. Lo stesso senso della natura che muove l’artista nella descrizione anatomica lo ritroviamo nello sfondo paesaggistico che egli costruisce per ambientare questa sua crocifissione. Lo possiamo intuire dal modo in cui, pur in una piccola porzione del dipinto, il paesaggio si dispiega perdendosi nell’orizzonte in una successione armonica di declivi. Gran parte dello sfondo e invece occupata dal cielo oscurato da nuvole nerastre rischiarate, però, da qualche lampo di luce temporalesca. Mentre una luce molto più forte colpisce il corpo del Cristo diffondendo sui suoi volumi un chiarore dorato soprattutto alla sua destra. Tutti questi elementi di alto naturalismo vengono però dispiegati dall’artista con una tecnica velocissima, in un’esecuzione rapida ed immediata. La stesura pittorica, infatti, risulta vibrante e dinamica, quasi drammatica nella sua mobilità. L’artista per raggiungere questo senso di vitalità usa una pennellata di tipo impressionistico che, in controtendenza con il senso naturalistico che guida la sua mano, quasi disgrega le forme. In questo modo tutta l’opera assume il carattere di immediatezza e vitalità che rendono l’esecuzione ancora più interessante.

Dall’analisi iconografica dell’opera non e possibile identificare in maniera precisa l’autore dell’opera. Tuttavia, tramite l’analisi dello stile, possiamo ricavare un profilo sulla personalità pittorica che lo ha realizzato. Come abbiamo visto il linguaggio pittorico dell’artista si ricollega al grande naturalismo che per tutto il XVII e il XVIII secolo ha conformato la produzione di dipinti. Inoltre abbiamo individuato un certo senso pietistico, di intima religiosità che va contestualizzato nella produzione di arte religiosa posteriore al Controriforma Cattolica e quindi seicentesca. Anche gli stessi toni drammatici che connotano la realizzazione dello sfondo paesaggistico e del cielo lampeggiante ci fanno pensare a questo tipo di datazione. Considerando la tecnica usata, tuttavia, e necessario spostare la datazione al XVIII secolo, data la libertà con il quale l’artista usa la sua stesura veloce, dalle implicazioni impressionistiche. D’altra parte risulta tipicamente settecentesca anche la tenue luce che investe il corpo del Cristo conducendo il cromatismo dell’opera verso un chiarismo di area tardo barocca. È un tipo di esecuzione, inoltre, che e coerente con il carattere dell’opera, una tavoletta di piccole dimensioni destinata ad uso privato, in cui bene si adatta il carattere bozzettistico della stesura pittorica.


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