Anonimo – Davide e Natan

Anonimo – Davide e Natan

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 148x165
  • Anno: '600

  • Codice prodotto: LPED001

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DESCRIZIONE

Il soggetto dell’opera è stato precedentemente definito come un’”Incoronazione di Carlo Magno”, anche se in realtà l’opera si rifà ad un’altra tradizione iconografica. Protagonisti della scena sono due personaggi di cui quello a destra andrebbe identificato come un sovrano, vista la presenza di una corona e uno scettro sul tavolo che ha vicino. Davanti a lui un altro personaggio barbuto alza una mano, mentre il sovrano ha la visione di un angelo che gli porge tre frecce. L’elemento chiave per cercare di capire a quale episodio l’opera si riferisca è la presenza dell’arpa che ci porta, senza dubbio, ad identificare il sovrano come Re Davide. L’arpa è infatti un suo attributo iconografico tradizionale, tanto che è considerato anche patrono dei cantori. A questo punto la scena rappresentata ci potrebbe far pensare all’incontro di Davide con il profeta Natan, nel momento in cui quest’ultimo rimproverò al sovrano di aver fatto uccidere Uria l’Ittita per sposarne la moglie Betsabea, inducendolo al pentimento. La visione dell’angelo con le tre frecce potrebbe far pensare proprio alla volontà di contrizione ed espiazione di Re Davide.

L’opera in oggetto presenta una squisita fattura pittorica in cui prevale uno spirito classicista di tipo seicentesco. La composizione è molto equilibrata con i personaggi principali posti esattamente al centro dell’opera con una accentuata simmetria. Le figure sono caratterizzate da masse monumentali evidenziate dall’ampio panneggio che copre i loro corpi. L’artista riesce a raggiungere un totale naturalismo nella delicatezza dei gesti e nell’espressione dei sentimenti. I due personaggi principali sono connessi da un equilibrio di movimenti che si richiamano l’un l’altro creando un ritmo armonico nell’economia dell’opera. L’ambientazione ispirata alla storia antica, anche se si tratta di un episodio biblico, segue ancora la scia della tradizione rinascimentale e l’artista mostra di avere una eccellente tecnica nell’uso dello sfumato. Gli elementi, infatti, degradano dolcemente tramite l’uso delle qualità tonali del colore. A livello cromatico prevale una tavolozza dai toni scuri, già seicenteschi, ma non mancano guizzi di brillantezza nelle vesti dei personaggi. La luce si spande con naturalezza formando profonde ombre nel panneggio delle vesti.

L’analisi del dipinto ci fa pensare ad un pittore seicentesco vicino alla corrente classicista. Lo possiamo constatare nell’equilibrio formale dell’opera, ravvisabile sia nella composizione che nella stesura pittorica, che mantiene un’armonia ed un rigore ancora vicini al naturalismo rinascimentale. Così come la pacatezza di sentimenti espressi nel clima generale dell’opera, che si rifà ad una concezione religiosa intima e domestica, è tipica della corrente classicista in totale contrapposizione con gli eccessi del Barocco.


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