Antonio Bueno – Senza titolo – GDAT001

Antonio Bueno – Senza titolo – GDAT001

Bueno Antonio

  • Tecnica: Olio su tavola
  • Dimensione: 40x50

  • Codice prodotto: GDAT001

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DESCRIZIONE

Da sempre la figura umana è stata al centro della ricerca artistica. Fin dall’età classica la resa naturalistica dell’anatomia umana è stata uno degli obiettivi principali di pittori e scultori di tutti tempi. La rappresentazione della figura femminile è un’espressione di questa aspirazione, trasversale a tutte le epoche e a tutte le correnti stilistiche. Infatti, oltre alle interpretazioni naturalistiche, proprie del Rinascimento e dei vari classicismi, che mirano ad una rappresentazione veritiera e dettagliata del corpo umano, la figura femminile è stata protagonista anche all’interno delle nuove concezioni estetiche portate dalle avanguardie storiche, come nel cubismo, nell’espressionismo e nel surrealismo. La figura femminile è al centro della ricerca di Antonio Bueno, di cui ne ha dato svariate versioni, nella sua riflessione tra esaltazione dei valori plastici e realismo magico.

Questo dipinto è molto esemplificativo dello stile ricorrente nel pittore Antonio Bueno e della sua elaborazione della figura umana. Costante, in Antonio Bueno, è la costruzione della figura mediante forme tonde, dall’accentuata simmetria, come se essa fosse generata da un movimento di rotazione intorno ad un perno. I tratti somatici sono generici ma improntati ad un tipo di sintesi dettata da un infantilismo consapevole che da un tocco naif ai suoi personaggi. Il tutto è sempre rappresentato con una lucida oggettività in cui la razionalità dei volumi viene esaltata in modo nitido, senza alcun effetto pittorico. Tutto, così, ha un carattere asciutto, volutamente illusorio e giocoso, in un’estetica che rientra nei canoni del cosiddetto “realismo magico”. Anche la composizione è coerente con questo tipo di istanze, costruita su precisi rapporti di simmetria ed equilibrio.

Antonio Bueno è stato un pittore di origini spagnole nato in Germania nel 1918. Insieme al fratello Xavier, altro artista, si trasferì in Italia nel 1940 dove ha raggiunto un grande successo di critica e di pubblico, arrivando ad esporre alla Biennale di Venezia nel 1984. Morì a Fiesole nello stesso anno. Il suo linguaggio artistico è stato caratterizzato da varie fasi dall’Impressionismo al Verismo fino alla sperimentazione astratta. Tuttavia la sua opera è ricordata maggiormente per le figure plastiche e tondeggianti dai tratti infantili.


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