ANTONIO SANTACROCE – SENZA TITOLO

ANTONIO SANTACROCE – SENZA TITOLO

SANTACROCE ANTONIO

  • Tecnica: ACQUAFORTE COLORATA A MANO
  • Dimensione: 16X12
  • Anno: 1984

  • Certificato: AUTENTICA SUL RETRO
  • Stato di conservazione: BUONO
  • Tiratura: 50 ESEMPLARI
  • Codice prodotto: FAMA001

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DESCRIZIONE

L’opera fa parte di una serie di raffinate acqueforti ritoccate a mano nelle quali Antonio Santacroce si focalizza sullo studio della figura umana. L’interesse principale sta nel fatto che le figure vengono interpretate da Santacroce con le peculiarità della sua estetica, derivante da un mix di citazionismo, surrealismo e metafisica.

Per quanto riguarda lo stile, la tecnica dell’acquaforte, rispetto alla produzione da cavalletto, permette a Santacroce di sperimentare un linguaggio più sintetico. Le figure, infatti, sono delineate da un elegantissima linea grafica che indaga i volumi in una forma, però, vibrante e dinamica. La bravura dell’artista consiste nella forte personalità che riesce a dare a queste figure tramite l’essenzialità del media incisorio. Conclude l’opera la colorazione a mano che si esplica con leggere velature, armoniche ed equilibrate.

Antonio Santacroce artista poliedrico che spazia dalla pittura, all’incisione, alla scultura, e alla scenografia, nasce a Rosolini nel 1945. Si avvicina al mondo artistico grazie ai disegni che il padre utilizza per illustrare i suoi scritti di satira politica e dai bozzetti tratti dalle storie dei paladini di Francia, dipinti presso la bottega da “Don Giuorgi u pitturi”, rinomato pittore di carretti siciliani del territorio. Nel 1958 frequenta una Scuola di artigianato artistico serale, dove apprende le tecniche del mosaico e delle vetrate. Nel 1963 ottiene una medaglia d’oro per la pittura all’Istituto Gemmellaro di Catania. Nel 1969, si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con artisti svizzeri tra cui J. Gachnang che lo introduce nel mondo dell’incisione. Trasferitosi in Svizzera, lavora come operaio presso la ferriera di Wohlen e, nel frattempo, frequenta i musei di Zurigo, Basilea e Berna, spostandosi anche ad Amsterdam e Delft. Tornato a Catania, nel 1971 studia la storia dell’arte, della matematica e della geometria, per approfondire le “proporzioni armoniche” che metterà in atto nelle sue opere artistiche. Insegna al Liceo Artistico di Catania e incide le sue prime acqueforti ed acquetinte su un torchio Brissè, l’unico a quei tempi, presente nella Sicilia orientale; viaggia in Germania e Svizzera, studiando grandi artisti come Bellmer, la Kollwitz, Klee e Kandinsky. L’arte del Santacroce si muove tra una costruzione armonica, che deriva dallo studio della classicità antica giungendo poi alle strutture di Klee accogliendone il segno dinamico, realizzato attraverso continue sovrapposizioni. Nel 1989 insegna al Liceo Artistico di Zurigo della Kantonsschule Freudenberg e dal 1991 vive e lavora tra Svizzera e Italia.


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