Antonio Zancanaro – Concerto femminile

Antonio Zancanaro – Concerto femminile

Zancanaro Antonio

Antonio Zancanaro, in arte Tono, nasce a Padova nel 1906. Inizia a dipingere solo nel 1932, dopo aver abbandonato una promettente carriera sportiva. La sua formazione è da autodidatta e si approccia sin da subito anche all’incisione. Si formò insieme ai più grandi artisti della sua epoca, tra i quali possiamo annoverare Ottone Rosai, Renato […]

  • Tecnica: Litografia
  • Dimensione: 70x50

  • Tiratura: Esemplare XXIII/XXX
  • Codice prodotto: AZAN001

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DESCRIZIONE

Siamo di fronte ad un’opera che ci narra l’universo femminile visto tramite gli occhi di Tono Zancanaro. In primo piano abbiamo una figura distesa sul fianco, che ci ricorda le grandi odalische, da Ingres passando da Manet per arrivare a Fiume. Il secondo piano invece riporta su vari piani prospettici figure femminili e strumenti musicali, accostando così le curve muliebri a quelle di vari strumenti a corda. La grafica è caratterizzata da un horror vacui, e non rimane spazio libero, affollando invece l’intero spazio con le piccole figurazioni grottesche di vari tipi.

L’opera fa parte di una serie di grafiche che riflettono molto bene la visione artistica di Tono Zancanaro. Lo stile dell’opera è naturalmente soggetto in questo caso alla tipologia di tecnica utilizzata per la sua realizzazione. Siamo di fronte ad una litografia, una grafica d’arte. La parola stessa deriva dal greco e significa scrivere sulla pietra. Infatti la tecnica si basa sulla reciproca repulsione di materie grasse e materie acquose. Dopo una prima preparazione di una lastra di pietra molto spessa l’artista inizia a creare il suo disegno con una matita grassa. Nel momento dell’applicazione dell’inchiostro sulla pietra questo aderisce solamente sul disegno stesso. Seguendo poi delle marcature previamente segnate sulla pietra viene appoggiato il foglio sulla lastra e l’insieme viene passato nel torchio, così il disegno viene trasferito ed impresso sulla carta. Ogni colore presuppone una lastra a sé stante. Grazie alle particolarità della tecnica la grafica di fronte a noi sembra quasi un disegno a matita, proprio per la porosità della pietra che diversamente da altre tecniche grafiche risulta in una linea meno incisiva.

Il mondo si pone come una realtà da trasfigurare giocosamente nel disegno. Tutto lo stile di Zancanaro è imperniato su un tratto deciso e sicuro nel delineare le forme e i volumi. Ma lo fa sempre in una maniera un po’ sbilenca, un po’ trasognata, trasformando la realtà in un gioco fantasioso. Anche il corpo umano viene sempre ridotto ad una linea grafica pura, la quale però, attraverso il suo movimento complesso, dona alla figura esaltazione volumetrica e caratterizzazione fisionomica, nonostante la scarsezza di mezzi formali. Tutto ciò serve a Tono Zancanaro per dare vita al suo mondo monocromatico di soggetti e temi iconografici che sfidano la fantasia.

Antonio Zancanaro, in arte Tono, nasce a Padova nel 1906. Inizia a dipingere solo nel 1932, dopo aver abbandonato una promettente carriera sportiva. La sua formazione è da autodidatta e si approccia sin da subito anche all’incisione. Si formò insieme ai più grandi artisti della sua epoca, tra i quali possiamo annoverare Ottone Rosai, Renato Guttuso ed Ernesto Treccani. La sua opera si occupa soprattutto delle realtà sociali più umili analizzando le condizioni sociali del lavoro, sia a Nord che a Sud. Si esprime sempre con una vena di fantasia portata dal suo disegno caricaturale e brioso, passando dal grottesco al surreale. Muore a Padova nel 1985.


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