Artista Sconosciuto – Crocifissione

Artista Sconosciuto – Crocifissione

XVI secolo

  • Tecnica: Olio su tavola
  • Dimensione: 171x117

  • Stato di conservazione: Ottimo
  • Codice prodotto: EMAR001

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DESCRIZIONE

Iconografia popolarissima in tutta la storia dell’arte occidentale la Crocifissione vede le sue origini in età paleocristiana per poi svilupparsi nei secoli fino alle più recenti espressioni dell’arte contemporanea. L’iconografia tradizionale di Gesù sulla croce ha infinite varianti da quella più semplice, accompagnata solo dai “dolenti”, la Madonna e San Giovanni Evangelista, fino a diventare occasione per grandi scene corali. Spesso è accompagnata anche da elementi simbolici come, per esempio la presenza del sole e della luna o il teschio di Adamo sotto la croce di Cristo.

A livello stilistico l’opera può essere pienamente inquadrata nell’ambito del Manierismo, sia per caratteristiche compositive che formali. L’opera, infatti presenta le tipiche forzature antinaturalistiche tipiche della pittura manierista della metà del XVI secolo. Come si diceva, dal punto di vista compositivo notiamo una totale compressione della scena, i personaggi sono tutti riversati in primo piano dove lo spazio viene completamente saturato. C’è una grande tensione drammatica, data da un’artificiosa esasperazione di gesti i quali sembrano seguire le tre direttive principali segnate dalle tre croci. L’opera ha una struttura bloccata, simmetrica, elegantemente contraddetta solo dalle posizioni complementari dei cavalli alle due estremità. A livello formale è tipicamente manierista la trattazione della superficie del dipinto, con pochi effetti di pittoricismo ed atmosferismo. Rispetto ai valori tonali del colore, infatti, viene data una netta prevalenza al disegno il quale crea un complesso sistema lineare. Da notare, a tal proposito, i tratti curvi e taglienti, di un’eleganza squisitamente manierista che compongono le forme dei cavalli.

Il pittore autore di questa Crocifissione sembra appartenere ad un ambito stilistico manierista, per il modo di interpretare l’episodio carico di forzature antinaturalistiche e la drammatizzazione, sospesa tra esasperazione ed artificio, consona a l’estetica della metà del XVI secolo. Per la propensione che l’artista dà al disegno sembrerebbe più vicino ad un ambito toscano, o comunque dell’Italia centrale. Tuttavia la cupa atmosfera brunita, con il cielo carico di nubi, lo avvicinano al veneziano Tintoretto, la cui Crocifissione nella Scuola Grande di San Rocco, ha un’iconografia simile.


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