Artista sconosciuto – Matrimonio mistico di Santa Caterina

Artista sconosciuto – Matrimonio mistico di Santa Caterina

  • Tecnica: Incisione colorata a mano
  • Dimensione: 21,5x27
  • Anno: XVI secolo

  • Certificato: Catalogo
  • Stato di conservazione: Ottimo
  • Codice prodotto: LAGN001

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DESCRIZIONE

L’iconografia dell’opera riporta il soggetto molto diffuso nella pittura Italiana del “Matrimonio mistico di Santa Caterina”. La scena presenta la santa nell’atto di ricevere un anello nuziale da Gesù Bambino in grembo alla Madonna. Il soggetto fa riferimento alle fonti che riportano la storia di Santa Caterina, come la Leggenda Aurea del XIII secolo. Caterina era una principessa egiziana che aveva molti pretendi i quali rifiutava sostenendo di aver ricevuto l’anello in sogno ed essere stata consacrata a Cristo. Nell’opera in oggetto la scena appare molto chiaramente. Vi è l’aggiunta del San Giovannino, riconoscibile dalla pelle di animale che lo veste, un personaggio non indispensabile in questo soggetto. Santa Caterina, invece, è sprovvista dei suoi attributi iconografici tradizionali, la palma del martirio e la ruota dentata.

L’incisione è un’opera molto rappresentativa di un ambito culturale manierista. Lo possiamo vedere dal modo in cui la composizione viene occupata quasi totalmente dai personaggi (da una parte Santa Caterina, dall’altra la Madonna con il Bambino), lasciando quasi nessuno spazio alla natura (che fa solo una comparsata nell’apertura sullo sfondo). Che sia un ambito manierista lo si capisce innanzitutto dalla ricercatezza delle vesti e delle acconciature. I personaggi, inoltre, presentano una monumentalità che guarda a Michelangelo, ma declinata tramite un artificioso e innaturale allungamento delle proporzioni, tipico della seconda fase del XVI secolo.

L’iconografia dell’incisione, come conferma il catalogo della Fondazione Zeri, è stata ripresa da Primaticcio, pittore bolognese vissuto tra il 1504 e il 1507. In effetti tutte le caratteristiche stilistiche delineate fanno pensare ad una artista manierista, attivo nella seconda metà del XVI secolo, di area emiliana. Oltre al modello preso dal Primaticcio confermano tale quadro la vicinanza stilistica al Parmigianino di cui l’autore imita le acconciature e le proporzioni monumentali delle figure.


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