Attilio Bedini – Senza titolo

Attilio Bedini – Senza titolo

Bedini Attilio

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 40 x 60

  • Codice prodotto: GELI001

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DESCRIZIONE

Le rappresentazioni di animali nell’arte hanno origini antichissime, tanto da comparire anche sulle pitture rupestri di epoca primitiva. Per questioni di culto vari tipi di animali compaiono nelle testimonianze di diverse civiltà di epoca antica. E’ soprattutto nel medioevo, nell’ambito del Gotico Internazionale, che le raffigurazione di animali si diffondono come veri e propri ritratti dal vero, sia all’interno di opere o nei quaderni di disegni e bozzetti. La presenza degli animali come soggetti nell’arte rimarrà costante fino all’epoca contemporanea.

In questa opera lo stile di Attilio Bedini si dimostra profondamente espressionista. Egli parte da una sintesi formale brutale che riduce il soggetto ai minimi termini di elementari gesti pittorici. Così possiamo apprezzare come la struttura del soggetto venga determinata da un largo tratto nero, dal movimento spezzato e nervoso. La linea nera genera delle campiture disconnesse, nelle quali il colore viene steso in una distribuzione dinamica. Le tonalità cromatiche sono aggressive e violente, come nella migliore tradizione della fascia fauve-espressionista, e non rispettano la verità naturale ma hanno una valenza spirituale ed emotiva.

Attilio Bedini (Ostra 1933 – Segni 2018). Artista a 360°, la pittura era nel suo dna, era infatti nato in una famiglia ricca di artisti e sin da piccolo accompagnava il padre Michelangelo, pittore, decoratore, mosaicista e restauratore. Le sue mostre, come l’ultima a Palazzo Rospigliosi a Zagarolo nel Settembre 2017, hanno regalato emozioni uniche dove perdersi tra magiche visioni: dalla Parigi di Notre Dame alla Venezia misteriosa e sognante, dall’atmosfera fiabesca dell’Olanda al caldo abbraccio del Danubio dove scopre l’intensità di due colori quali il verde ed il blu che tanto incideranno nella sua pittura. – Le sue donne, ora allegre, ora malinconiche, ora testimonianza delle atrocità della guerra (Dolore in Vietnam, 1978), esprimono il senso innato della libertà, ne è esempio il bel quadro “Donne in cerca di libertà” (2001) in bella mostra nella Sala da the dove si è svolto l’incontro.


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