Attribuito a Francesco Hayez – Condanna a morte di Maria Stuarda – CCAP001

Attribuito a Francesco Hayez – Condanna a morte di Maria Stuarda – CCAP001

Hayez Francesco

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 66x47
  • Anno: XIX secolo

  • Codice prodotto: CCAP001

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DESCRIZIONE

Il soggetto dell’opera riporta l’episodio storico del momento della condanna a morte di Maria Stuarda. Secondo il professor Fernando Mazzocca l’opera dovrebbe essere una versione alternativa dello stesso soggetto realizzato da Francesco Hayez in un altro dipinto di grandi dimensioni conservato presso la collezione della Banca Cesare Ponti a Milano. La presente opera riporta la stessa ambientazione e impostazione scenica, ma si possono rilevare diverse varianti nella disposizione e descrizione dei personaggi. Certo è che ci troviamo di fronte ad uno straordinario esempio di pittura ottocentesca di storia di ambito romantico. Dopo la stagione del Neoclassicismo, focalizzata sulla tradizione classica greca e romana, la reazione romantica portò nuovi elementi di studio e d’interesse. Il Romanticismo, infatti, esaltava le virtù dello spirito umano e tutto ciò si esplicò anche in una celebrazione e relativo interesse del genio dei singoli popoli. Questo vuol dire che, già dalla fine del XVIII secolo e per tutto il XIX, la nuova estetica romantica favorì lo studio e l’interesse verso le tradizioni e la storia dei popoli. Da qui, dunque, la grande diffusione di soggetti di storia medievale che riguardavano l evicende dei comuni o l’esaltazione di figure eroiche contrapposte a situazioni politiche di tirannia ed oppressione. Tutto ciò in Italia ebbe un’importanza particolare in concomitanza con la stagione risorgimentale, laddove la scelta di episodi specifici di storia medievale assumevano un peculiare significato simbolico nella lotta di liberazione dalla dominazione straniera per l’unità della penisola italiana. L’opera in oggetto appartiene sicuramente a questo contesto culturale, lo possiamo intuire dal tenore della scena, dalla sua drammaticità e, ovviamente, dall’ambientazione specificatamente medievale.

Anche il carattere dell’opera è perfettamente in linea con l’ambito della pittura storicista medievale. Già a partire dalla composizione possiamo rilevare degli elementi tipici di quel genere pittorico. Abbiamo già accennato al tenore della scena, al sentimento espresso di una drammaticità intensamente patetica che è tipica della rievocazione medievale di epoca romantica, tesa ad esaltare le passionalità e le virtù dell’animo. Parallelamente, altra peculiarità, è il carattere eminentemente didascalico dell’impostazione generale: la scena, benché affollatissima, viene narrata con estrema chiarezza con un gusto molto accentuato ed anche sottilmente idealizzato, nella descrizione dei costumi e dell’ambiente. Anche da un punto di vista più strettamente stilistico le prerogative della pittura storicista del XIX secolo vengono rispettate nello sviluppo di una maniera che si rifà dichiaratamente alla grande stagione del Rinascimento italiano, a Raffaello in particolare. Questo va inteso nella ricerca di una perfetta resa naturalistica e di una monumentalità delle figure, nonché di una perfetta fusione atmosferica dei soggetti nello spazio, che l’artista riesce ad ottenere grazie alla qualità straordinaria della sua tecnica. Rispetto alla pittura cinquecentesca però vanno rilevate delle differenze che rendono quest’opera peculiarmente romantica ed ottocentesca. Infatti, facendo riferimento ancora alla composizione, possiamo constatare una certa forzatura dell’armonia e dell’unità tipiche del Rinascimento nell’affollamento della scena e nel suo accentuato patetismo, dovuti proprio a quel gusto di narrazione didascalica tipico dell’ambito culturale da cui l’opera proviene.

L’opera è stata attribuita alla bottega di Francesco Hayez dal Professor Fernando Mazzocca. Vissuto tra il 1791 e il 1882 Hayez fu il più importante rappresentante della pittura storicista romantica in Italia. Non si hanno dati certi per una conferma decisiva a riguardo ma sicuro è che l’opera presenta della caratteristiche affini all’ambiente dell’Hayez sia per la scelta del soggetto e la maniera di interpretarlo, sia per lo stile decisamente classico e ispirato al Rinascimento che per la qualità straordinaria della tecnica usata. Tutto ciò ci dice che l’opera in oggetto va considerata, ad ogni modo, un’eccezionale testimonianza della stagione pittorica romantica italiana.


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