Attribuito a Girolamo da Treviso detto “Il Vecchio” – Madonna con bambino

Attribuito a Girolamo da Treviso detto “Il Vecchio” – Madonna con bambino

Girolamo da Treviso detto "Il Vecchio"

Il soggetto della Madonna col Bambino è probabilmente una delle iconografie più popolari in tutta la storia dell’arte sia occidentale che orientale. La Madonna col Bambino compare fin dagli albori della pittura medievale e rimane un soggetto costante finché i temi religiosi sono stati prevalenti nella produzione artistica (ovvero fino al XIX secolo quando cominciarono […]

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DESCRIZIONE

Il soggetto della Madonna col Bambino è probabilmente una delle iconografie più popolari in tutta la storia dell’arte sia occidentale che orientale. La Madonna col Bambino compare fin dagli albori della pittura medievale e rimane un soggetto costante finché i temi religiosi sono stati prevalenti nella produzione artistica (ovvero fino al XIX secolo quando cominciarono ad essere introdotte tematiche ispirate al vivere quotidiano). L’opera in oggetto propone un’interpretazione squisitamente quattrocentesca del tema iconografico della Madonna col Bambino, nel quale si esalta la natura divina e regale del gruppo.

La composizione di questa opera, attribuita a Girolamo da Treviso “il Vecchio”, rispecchia in maniera esemplare la tipologia delle Madonne col Bambino della prima fase, quattrocentesca, dell’arte rinascimentale e in particolare della produzione di area veneta. Lo spazio dell’opera viene costruito su una rigorosa prospettiva ortogonale, come si può vedere dalla convergenza, verso il punto di fuga centrale del trono. Il carattere razionale e matematico del umanesimo quattrocentesco si esprime in questo tipo di costruzione ideale, mentre la ricerca di naturalismo, nella rappresentazione delle figure, si nutre dell’ispirazione all’arte classica. Questo fa sì che la Madonna e Gesù Bambino abbiano un aspetto aulico e solenne in una definizione fortemente plastica delle figure. L’esaltazione scultorea delle figure è tipica dell’area veneta e di quell’archeologismo (che caratterizzò in particolare la scuola padovana) che ritroviamo anche in maestri come Andrea Mantegna o Carlo Crivelli. Dal punto di vista formale l’esecuzione del gruppo è impeccabile, in una resa naturalistica idealizzata che rispecchia le peculiarità del rinascimento umanista. Anche nelle espressioni dei personaggi, allo stesso tempo serene e solenni, ravvisiamo la stessa temperie culturale.

L’opera è stata attribuita a Girolamo da Treviso il Vecchio (Treviso 1451-1497). Personalità provinciale rispetto all’ambito della pittura più rilevante espressa da Andrea Mantegna, Jacopo Bellini e Antonello da Messina, evidenziò caratteristiche indipendenti e originali. Attorno alla sua figura e alla sua persona permangono ancora oggi alcuni dubbi e incertezze, nel corso del Novecento però i critici d’arte hanno sempre più ritenuto credibile l’identificazione di Girolamo da Treviso con Girolamo Strazzaroli, fratello del poeta Alvise, noto con il nome d’arte di Ludovico Pontico. Se in una prima fase artistica Girolamo da Treviso il Vecchio palesò influenze venete e padovane, come nel San Girolamo realizzato nel convento degli Eremitani a Padova (1470), nella Pietà dell’Accademia Tadini di Lovere e nel Dormitio Virginis, in un successivo periodo, nelle sue opere, presero il sopravvento i gusti e gli stili veneziani e muranesi,


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