Attribuito a Annibale Carracci – Senza titolo

Attribuito a Annibale Carracci – Senza titolo

Carracci Annibale

Figlio di Antonio, sarto cremonese, trasferitosi a Bologna con suo fratello Vincenzo, di professione beccaio e padre di Ludovico Caracci. Nulla è noto circa la formazione iniziale di Annibale Carracci, anche se, in alternativa alla diffusa opinione che lo vuole allievo di suo cugino Ludovico, è possibile che essa sia avvenuta al di fuori della […]

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DESCRIZIONE

Figlio di Antonio, sarto cremonese, trasferitosi a Bologna con suo fratello Vincenzo, di professione beccaio e padre di Ludovico Caracci.

Nulla è noto circa la formazione iniziale di Annibale Carracci, anche se, in alternativa alla diffusa opinione che lo vuole allievo di suo cugino Ludovico, è possibile che essa sia avvenuta al di fuori della cerchia familiare. Infatti, l’avvio della collaborazione con Ludovico (e Agostino), risale all’inizio degli anni Ottanta del Cinquecento, quando Annibale, quindi, è già più che ventenne e ottiene (nel 1583) una rilevante commissione pubblica, improbabile per un quasi esordiente. Appare allora ipotizzabile che – prima di metter su bottega con il cugino e il fratello – il più giovane dei Carracci possa aver compiuto il suo primo apprendistato presso altri maestri, ma questa ipotesi, ad oggi, non è comprovata da alcun documento.

La prima opera certa di Annibale Carracci è una pala d’altare raffigurante la Crocifissione e santi dipinta per la chiesa bolognese di San Nicolò (attualmente nella chiesa di Santa Maria della Carità), e risale, per l’appunto, al 1583. Non è la sua prima opera in assoluto e fu oggetto di vivaci critiche da parte dell’ambiente artistico bolognese per il realismo e la semplicità con cui Annibale ha raffigurato la Passione di Cristo.

Annibale Carracci, Grande Macelleria, 1585 ca., Oxford, Christ Church Picture Gallery

La storiografia moderna, invece, osserva già in questa prima opera pubblica il rifiuto delle convenzioni del tardomanierismo da parte del giovane pittore e un primo tentativo di ritorno al vero.

A questa prima attività di Annibale risalgono alcuni dipinti di genere, come la Grande macelleria, oggi nella Christ Church Picture Gallery. La tematica non è, di per sé, una novità: opere di soggetto analogo sono infatti presenti sia in dipinti di scuola fiamminga (come, ad esempio, in quelli di Joachim Beuckelaer), sia in dipinti di scuola italiana, come in quelli di Bartolomeo Passerotti (bolognese come Annibale).

La novità della Grande macelleria di Annibale risiede, invece, nella sobria raffigurazione del lavoro di una bottega. Contrariamente a quanto avveniva in molte opere fiamminghe e italiane più o meno coeve e di soggetto analogo, Annibale non ha dipinto i personaggi con fattezze grottesche e in pose triviali, egli ha preferito raffigurare la dignità dei lavoratori di questa macelleria, mostrando tra l’altro un particolare interesse per il dato naturale.

A questo periodo, forse appartiene anche un altro dipinto di genere: il celebre Mangiafagioli (Roma, Palazzo Colonna) che, forse, raffigura Zanni, nota maschera della Commedia dell’arte.


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