Autore Sconosciuto – San Sebastiano

Autore Sconosciuto – San Sebastiano

Sconosciuto

  La figura del San Sebastiano è pienamente rispettata all’interno di questa tela dal gusto classicista. L’iconografia che ci viene presentata, nella maggior parte delle raffigurazioni del martire, è quella di un giovane uomo, semi nudo, legato ad una colonna o un albero, o un palo, trafitto da frecce. Egli, secondo tradizione, era un soldato […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 80x100

  • Codice prodotto: SCAS001

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DESCRIZIONE

 

La figura del San Sebastiano è pienamente rispettata all’interno di questa tela dal gusto classicista. L’iconografia che ci viene presentata, nella maggior parte delle raffigurazioni del martire, è quella di un giovane uomo, semi nudo, legato ad una colonna o un albero, o un palo, trafitto da frecce. Egli, secondo tradizione, era un soldato romano al tempo di Diocleziano istruito sotto fede Cristina. Dopo esser diventato una delle guardie dell’Imperatore, ben presto venne denunciato per la sua fede e fu condannato al supplizio con le frecce. La sua immagine subisce vari cambiamenti nel corso del tempo, soprattutto durante il Rinascimento dove lo si rappresenta con un nudo eroico celebrato per la sua bellezza. L’ origine di questa iconografia viene fatta risalire ad una leggenda del VIII secolo in cui al Vescovo di Laon parve in sogno il martire dalle sembianze efebiche. Il San Sebastiano che l’autore ci presenta in questa tela raccoglie tutti gli elementi per raggiunge una rappresentazione piena di pathos, scandita da un forte chiaroscuro.

A livello stilistico l’opera porta con sé delle caratteristiche essenziali che raccolgo la tradizione pittorica della seconda metà del XVII secolo. Il pallore del corpo del martire, in primo piano, trova una rappresentazione anatomica di grande rilievo che viene esaltata da questa luce fredda che ne definisce il busto, leggermente inclinato in avanti e il volto. Il volto del San Sebastiano è accuratamente contornato da capelli scuri, che ne fanno uscire ancora di più i lineamenti dolci da fanciullo, che a loro volta vengono avvolti da luce divina. L’espressione di dolore e rassegnazione sul volto del martire viene esternata ancora di più da questi passaggi tonali di luce, connotando a livello pittorico una sensibilità dalle peculiari tinte seicentesche, scandagliate da una resa pittorica classicista attenta al dato reale senza tralasciare l’aspetto coloristico pieno. Troviamo dei riferimenti al San Sebastiano del Guido Reni, presso i Musei Capitolini per quanto concerne la resa naturalista e classicista dell’opera. Nel caso del Guido Reni la pennellata morbida ed evanescente contrasta con il chiaroscuro pieno dell’opera che stiamo osservando. Questo elemento, si accosta molto alla pittura caravaggesca, con l’intenzione di creare turbamento emotivo per il momento drammatico. Oltre alla figura principale del martire, salta all’occhio la composizione paesaggistica che si scopre sulla destra, dove si affaccia la sagoma di una croce, riferimento alla figura del Cristo, e la prospettiva aerea che riscopre un gusto pienamente veneto.

L’artista, come già sottolineato, crea una tela dai toni espressivi e ricercati, trovano nell’ambiente bolognese e romano i suoi punti di riferimento. Purtroppo, non si hanno abbastanza elementi per riconoscere la mano del pittore, ma possiamo comunque pensare che egli fu sensibile alla rappresentazione di genere classicista del Guido Reni, guardando soprattutto la composizione e al dato naturalistico, aggiungendo la lezione caravaggesca dal punto di vista chiaroscurale senza tralasciare la composizione di stampo nordico, più che altro leonardesco, che svela il paesaggio alle spalle del martire.


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