Basso Ragni – Senza titolo – RGUI001

Basso Ragni – Senza titolo – RGUI001

Ragni Basso

  • Tecnica: Olio su tavola
  • Dimensione: 70x50
  • Anno: 1974

  • Codice prodotto: RGUI001

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DESCRIZIONE

Le tematiche a sfondo sociale nell’arte cominciano a prendere rilievo verso la metà del XIX secolo, in concomitanza con il diffondersi della questione sociale nelle varie società europee. L’opera di pittori come Millet o Daumier, per esempio, privilegiava soggetti legati alla vita nei campi, il lavoro in fabbrica o gli scioperi. In Italia tra i primi pittori molto impegnati su temi sociali ricordiamo Pellizza da Volpedo e, in epoca contemporanea, Renato Guttuso. Anche Basso Ragni si inserisce in questa linea ed i suoi soggetti preferiti sono cavallari, butteri, gruppi di gitani e zingari al bivacco, rappresentati tramite il suo linguaggio artistico originale e personale nel quale alla contemporaneità si unisce una descrizione autentica e sincera di una tipica realtà di lavoro e di miseria.

Vissuto per molto tempo a Livorno, il pittore Basso Ragni alimentò il suo fare artistico dell’influenza che la pittura post-macchiaiola esercitava nell’ambiente labronico. Questo discorso vale anzitutto per i soggetti, presi dagli strati più umili e poveri della società, ma anche e soprattutto per lo stile. Infatti, dal punto di vista formale, il post-macchiaiolismo di Basso Ragni si esplica proprio come un’estremizzazione della macchia, la quale supera la sua funzione di registrare le vibrazioni luminose per diventare un potente strumento di sintesi espressionistica. E così i soggetti di Basso Ragni vengono costruiti da pennellate larghe e corpose che ne riproducono sommariamente le forme, ingrossandole, in un’estetica volutamente grezza che sa di un vissuto popolare. Il colore, che si carica di tonalità forti, quasi aggressive in alcuni casi, gioca una componente fondamentale in questa evoluzione espressionistica nell’uso della macchia.

Basso Ragni è stato un artista nato a Termoli nel 1921. Si trasferì fin da giovane a Livorno, città in cui si svolse la sua carriera pittorica e dove scomparve nel 1979. Influenzato profondamente dall’ambiente labronico elaborò uno stile pittorico post-macchiaiolo estremamente originale fatto di pennellate grosse e sintetiche e di un uso espressionista del colore.


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