Benedetto Spadaro – ECCHE CAZZO!

Benedetto Spadaro – ECCHE CAZZO!

Spadaro Benedetto

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x70
  • Anno: 2005

  • Certificato: Certificato dell'artista
  • Codice prodotto: BSPA010

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DESCRIZIONE

Benedetto Spadaro. La concretezza della felicità.

Benedetto Spadaro nasce in Sicilia, a Monterosso Almo nel 1952, vive e lavora a Roma. La sua attività artistica è poliedrica e sostenuta da un’indole sperimentale che lo porta a dare vita, oltre che ad un’intensa produzione pittorica, anche a fantasiose installazioni. Ma l’elemento che sta alla base del fare artistico di Benedetto Spadaro è soprattutto la consapevolezza che la nostra vita è attraversata da un’intesa felicità che può essere rintracciata in ogni atto dell’esistere. Tale ricerca della felicità, dunque, diventa il fondamento di una maniera pittorica che altro non è se non la necessità di esprimere, in immagini concrete, quella gioia che possiamo trovare in ogni aspetto della nostra vita. Paradossalmente, quando si parla di pittura, l’unica via per esprimere concretezza è quella di distaccarsi totalmente dalla realtà fenomenica, per imboccare con decisione la via dell’astrazione. Solo in questa maniera è possibile dare vita ad immagini che non esistono in natura, le sole adatte ad esprimere l’Io più intimo e profondo dell’artista. È questa, infatti, la strada percorsa da Benedetto Spadaro nella sua produzione pittorica, allo scopo di trasfigurare la sua ricerca della felicità dell’esistere in immagini concrete. Una tale visione del fare pittorico viene dichiarata palesemente da una coppia di opere dal titolo emblematico, “I colori dell’anima 1 e 2”. In questi due dipinti è palese come Benedetto Spadaro voglia abbandonare qualsiasi tipo di figurazione per lasciarsi andare ad un’estrosa gestualità policroma. Le pennellate, grosse, dense di colore e di riflessi luminosi, riflettono l’immagine di un animo estatico, sempre pronto ad accogliere la gioia che ci viene offerta anche negli aspetti apparentemente più insignificanti della quotidianità. Così è una vera e propria esplosione di colori quella che troviamo in un’opera come “Buco nero” dove l’inquietudine espressa dal titolo lascia spazio, tuttavia, alla stessa emozionalità estatica, rappresentata ancora dal gesto e dalla materia cromatica. Il linguaggio di Benedetto Spadaro è sostanzialmente informale, ma in alcuni casi l’artista lascia delle indicazioni riconducibili ad una contemplazione del creato, come in “Di sole e di azzurro”, “Foresta tropicale” o “Ghiacciaio rosso” (opera, quest’ultima, in cui permane anche un certo livello di figurazione). Ma Benedetto Spadaro non vuole fermarsi solo agli aspetti terreni della nostra esistenza e la sua ricerca spazia anche in altri luoghi, assumendo una connotazione davvero spirituale. A questo proposito entrano in gioco opere in cui l’artista recupera una certa volontà di forma, ma al fine di dare vita ad immagini di grande impatto simbolico che trasferiscono la gioia dell’esistere in una dimensione cosmica. Grandi soli che spandono il loro raggi coloratissimi campeggiano in opere come “L’orizzonte degli eventi” o “Nella dimensione dell’essere tutto converge nell’Eternità”, dove anche i titoli ci rivelano che dietro il fare artistico di Benedetto Spadaro e nella sua ricerca di una dimensione estatica e gioiosa, c’è una profondissima meditazione filosofica e spirituale, confermata anche dalla sua vicenda biografica. Una meditazione che in alcune opere assume una connotazione più specificatamente religiosa, come ci conferma un’opera come “Potere e gloria” dove il simbolismo delle forme pure assume il carattere iconico di una rappresentazione mistica.


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