Bordi – Cavalli in fuga

Bordi – Cavalli in fuga

Bordi

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 25x18
  • Anno: 1970

  • Codice prodotto: Pfal005

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DESCRIZIONE

Le rappresentazioni di animali nell’arte hanno origini antichissime, tanto da comparire anche sulle pitture rupestri di epoca primitiva. Per questioni di culto vari tipi di animali compaiono nelle testimonianze di diverse civiltà di epoca antica. E’ soprattutto nel medioevo, nell’ambito del Gotico Internazionale, che le raffigurazione di animali si diffondono come veri e propri ritratti dal vero, sia all’interno di opere o nei quaderni di disegni e bozzetti. La presenza degli animali come soggetti nell’arte rimarrà costante fino all’epoca contemporanea. In questo dipinto Bordi focalizza la sua ricerca sulla figura del cavallo. Animale nobile, simbolo di bellezza ed armonia il cavallo e stato più volte un soggetto protagonista nella storia dell’arte. A partire dal Trecento la sua presenza e sempre stata d’obbligo nelle scene di battaglia o nei monumenti equestri e, per i pittori, è sempre stata una sfida quella di rappresentarlo con precisione anatomica e resa naturalistica.

Come possiamo vedere in questa opera, lo stile di Bordi è sostanzialmente figurativo. Il suo, dunque, è un linguaggio basato sulla realtà, in cui però il pittore cerca di trovare sempre la propria poesia e il proprio sistema allegorico. La scena dei cavalli in fuga viene sublimata dall’impostazione compositiva dell’artista, che sposta tutto su un piano simbolico. Il paesaggio in cui è ambientata la scena sembra appartenere ad un’altra dimensione. Tutto è immerso in un’atmosfera senza tempo, congelata da una luce irreale dai riflessi grigi o azzurrognoli. Lo spazio si dilata in una landa desolata in cui si muovono pochi soggetti. Anche dal punto di vista formale Bordi attua la sua trasfigurazione della realtà nel simbolismo: la sua stesura pittorica tende a sintetizzare sottilmente i soggetti, rendendoli iconici. Essi, così, diventano delle presenze simboliche che si muovono in uno spazio surreale e senza tempo

Dall’analisi di questa opera possiamo affermare come Bordi sia un artista tendenzialmente simbolista proprio per la sua allusione a significati sottesi. L’elaborazione dei soggetti, da parte di Bordi, può essere ricollegata al linguaggio artistico di pittori di fine Ottocento come Moreau, Bocklin o Puvis des Chavannes, che pur usando un linguaggio sostanzialmente figurativo elaboravano iconografie intellettualmente complesse, piene di riferimenti simbolici e allegorici.


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