Aldo Borgonzoni – Senza titolo

Aldo Borgonzoni – Senza titolo

Borgonzoni Aldo

  • Tecnica: Olio
  • Dimensione: 60x80
  • Anno: 1970

  • Certificato: Verifica in corso
  • Codice prodotto: MMON003

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DESCRIZIONE

Fin dal XIX secolo, da quando la pittura ha cominciato ad occuparsi dei vari aspetti della vita borghese, il mondo circense è stato un tema trattato da vari autori. Con lo svilupparsi delle correnti simboliste ed espressioniste tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX il personaggio del saltimbanco, dell’artista circense o della maschera hanno iniziato ad avere grande fortuna, in quanto funzionali nell’elaborazione di iconografie complesse, dai significati reconditi e misteriosi. Possiamo citare come esempio le figure di artisti e di arlecchini immortalate da Picasso nei suoi periodi “blu” e “rosa”. Durante gli anni ’70 e ’80 del Novecento è diventato un vero e proprio genere praticato da molti pittori, che hanno incentrato il loro interesse soprattutto verso la figura del clown.

Lo stile del pittore Aldo Borgonzoni, in gran parte delle sue opere, si caratterizza per l’elaborazione di un linguaggio fortemente espressionista. L’artista vuole andare oltre ciò che viene percepito dai sensi per estrapolare la vera essenza della realtà e comunicarla sulla tela in modo concitato e drammatico. Per questo, tramite la stesura del colore, egli sviluppa un elevato processo di sintesi che riduce i soggetti a strati pittorici, densi e materici, nei quali protagonista è anche l’emotività del pittore, trasmessa attraverso la sua gestualità brutale. Tutti questi elementi insieme costituiscono la potenza espressionistica del fare pittorico di Aldo Borgonzoni. Potenza che si fonda anche su una precisa scelta estetica che ribadisce il tono drammatico delle sue opere, cioè quella di propendere per impasti cromatici che superano definitivamente ogni contatto con il dato sensibile, cosicché la scelta dei colori è dettata solo da valori di tipo simbolico e spirituale.

Aldo Borgonzoni è stato un pittore originario di Medicina, dove è nato nel 1913 ed è scomparso nel 2004. Dopo alcuni anni di lavoro come orafo cesellatore inizia a dedicarsi interamente alla pittura dal 1940. Durante il conflitto mondiale continua a dipingere concentrandosi su un ciclo dedicato agli orrori della guerra. Nel 1947 soggiorna a Parigi dove si avvicina a modi neocubisti. Di rientro in Italia nel 1948 dipinge ad affresco il Salone della Camera del Lavoro di Medicina, si occupa della mostra dell’Alleanza della Cultura e, dopo aver stretto amicizia con Guttuso, si trasferisce a Roma dove lavora nello studio del pittore siciliano. Nel 1961 espone alla Galleria Grabowsky di Londra e nel 1964 alla Galleria Max G. Bollag di Zurigo. Nel 1976 incontra Paolo VI ed allestisce una personale a Zagabria. Nel 1981 è invitato ad esporre alla rassegna “Otto maestri di Virgilio”, con Giorgi, Guttuso, Manzù, Murer, Moore, Treccani e Zancanaro. In questi anni lavora a un ciclo dedicato al centenario delle rivolte contadine, “La Boje”. Nel 1989 espone in un’antologica alla Casa del Mantegna di Mantova, mentre nel 1991 lavora al ciclo “L’Informazione: le maschere del potere” esposto al Circolo Artistico di Bologna. Nel 1994 è invitato a partecipare alla mostra “Bologna- New York Sessanta artisti”. Nel 1995 viene allestita al Palazzo del Podestà di Faenza un’antologica e alla Triennale di Milano espone alla mostra “Le ragioni della libertà”, dedicata alla Resistenza. Nel 1997 partecipa alla rassegna “Arte Iconica” alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna.


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