Bruno Fael – Senza titolo

Bruno Fael – Senza titolo

Fael Bruno

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una costante aspirazione per i pittori. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x70
  • Anno: 1975

  • Codice prodotto: EMAR001

Visualizzazioni 607

DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una costante aspirazione per i pittori. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica, nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. In particolare quello della “marina” è un tema molto ricorrente tra gli artisti. Innanzitutto per il lirismo implicito nelle vedute che si affacciano sul mare o su romantiche immagini di porticcioli. In secondo luogo perché la rappresentazione di superfici acquatiche permette ai pittori di dare libero sfogo all’estro cromatico, grazie a raffinati giochi di riflessi e riverberi.

L’opera è un bellissimo esempio della produzione più figurativa dell’artista friulano Bruno Fael. Lo stile di questo artista si distingue per un notevole processo di astrazione della realtà, la quale viene ricomposta magicamente secondo un gioco di forme e di colori. Nei paesaggi di Fael si avverte spesso la tendenza dell’artista a trasformare concretamente la percezione in forme pure che, nella composizione, si incastrano dando vita ad una nuova realtà che nasce dall’analisi dei dati sensibili ma che ha in se un qualcosa di surreale. Questo magico mondo geometrico di Fael ricorda un po’ le costruzione meccaniche di Paul Klee, le quali hanno lo stesso tono fiabesco. Rispetto al pittore svizzero però Fael si distingue, dal punto di vista formale, per un fare pittorico più fluido. Infatti le forme geometriche non sono nette ma quasi si sciolgono fondendosi in un impasto coloristico estremamente dinamico.

Bruno Fael è nato a Sacile nel 1935 ed è scomparso a Milano nel 2015. La sua attività si è divisa tra le città di Treviso, Milano, Zurigo ed Antibes, sulla Costa Azzurra. Numerosissime, nella sua lunga carriera, le mostre svolte sia in Italia che all’estero, tra le quali ricordiamo: Rotonda della Besana a Milano, Consolato Generale d’Italia di Lugano (CH), Museo Sant’Apollonia a Venezia, Museo Francesco Gonzaga a Mantova, Musei di Porta Romana a Milano, Galleria d’Arte Moderna a Houston (USA), Caesar Gallery di Ain Soukhna e First Mall al Cairo (Egitto), Fondazione delle Stelline a Milano, Scola dei Battioro e Tiraoro a Venezia e una grande personale nel foyer dell’Opera House del Cairo con grandi opere dedicate a Giacomo Puccini. Oltre che per l’attività pittorica Bruno Fael fu protagonista anche di un’importante produzione scultorea della quale ricordiamo una serie di opere monumentali realizzate in Africa.


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