Bruno Munari – Senza titolo

Bruno Munari – Senza titolo

Munari Bruno

  • Tecnica: Tecnica mista su cartoncino
  • Dimensione: 20x20
  • Anno: 1970

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: MROS001

Visualizzazioni 325

DESCRIZIONE

Quest’opera di Bruno Munari degli anni ’70 nasce nell’ambito delle vari correnti che, in quel periodo, si occuparono di indagare e stimolare la percezione visiva, sia attraverso i metodi tradizionali della pittura e della scultura, ma anche mediante mezzi meccanici innovativi che permettevano una riproduzione seriale. Oltre che il riferimento, ovvio, allo Spazialismo fondato da Lucio Fontana, in particolare, proprio negli anni ’70, furono la cosiddetta Optical Art, ma anche l’Arte Cinetica e l’Arte Programmata, ad ottenere i più importanti risultati in questo senso.

La ricerca artistica di Bruno Munari, come dimostra anche l’opera in oggetto, spesso si fonde con in principi della grafica e del design, più che con quelli della pittura. In questo caso l’artista dà vita ad un bellissimo disegno utilizzando, in particolare, la linea, pura e semplice. Su uno sfondo rosso il segno nero costruisce un intricato disegno, il cui minimalismo complesso e l’accentuata simmetria, fanno sicuramente riferimento alle estetiche degli anni ’70 relative alla ricerca sulla percezione visiva. Tuttavia, con Bruno Munari, entra in campo una componente del tutto unica e propria di questo grande artista, ovvero quella del gioco. Il disegno ideato da Munari, infatti, non a caso si dipana come un vero e proprio labirinto, il cui concepimento ha un chiaro riferimento alla matrice, ludica e fantasiosa, che connota le opere dell’artista milanese.

Bruno Munari (Milano, 1907 – 1998) è stato un artista, designer e scrittore italiano. Munari partecipa giovanissimo al Futurismo, dal quale si distacca con senso di levità ed umorismo, inventando la macchina aerea (1930), primo mobile nella storia dell’arte, e le macchine inutili (1933). Nel 1948 fonda il MAC (Movimento Arte Concreta) assieme a Gillo Dorfles, Gianni Monnet e Atanasio Soldati. Questo movimento funge da coalizzatore delle istanze astrattiste italiane prospettando una sintesi delle arti, in grado di affiancare alla pittura tradizionale nuovi strumenti di comunicazione ed in grado di dimostrare agli industriali e agli artisti la possibilità di una convergenza tra arte e tecnica. Nel 1947 realizza Concavo-convesso, una delle prime installazioni nella storia dell’arte, quasi coeva, benché precedente, all’ambiente nero che Lucio Fontana presenta nel 1949 alla Galleria Naviglio di Milano. È il segno evidente che è ormai matura la problematica di un’arte che si fa ambiente e in cui il fruitore è sollecitato, non solo mentalmente, ma in modo ormai multi-sensoriale. Nel 1950 realizza la pittura proiettata attraverso composizioni astratte racchiuse tra i vetrini delle diapositive e scompone la luce grazie all’uso del filtro Polaroid realizzando nel 1952 la pittura polarizzata, che presenta al MoMA nel 1954 con la mostra Munari’s Slides. È considerato uno dei protagonisti dell’arte programmata e cinetica, ma sfugge per la molteplicità delle sue attività e per la sua grande ed intensa creatività ad ogni definizione, ad ogni catalogazione, con un’arte assai raffinata.


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