Carlo Cocquio – Senza titolo

Carlo Cocquio – Senza titolo

Cocquio Carlo

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 41,5x60

  • Codice prodotto: ACOO001

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DESCRIZIONE

Il soggetto dell’opera è una non meglio identificata figura di santo, alla quale è difficile attribuire un’identità a causa della scarsità di dettagli iconografici. Il soggetto ha un’interpretazione classicista, cioè ispirata all’antichità classica greca e romana e, soprattutto, al suo recupero in epoca rinascimentale. Tutto ciò si traduce in un’esecuzione che ha come obiettivo principale quello della mimesi, ovvero il bisogno dell’uomo di imitare, riprodurre la natura, ciò che lo circonda. Insieme alla resa naturalistica l’altro concetto fondamentale, per i parametri del Classicismo, è quello dell’unità dell’opera d’arte, attraverso un’armonica corrispondenza fra tutte le sue parti. Sono tutte caratteristiche in linea con lo spirito dell’opera che, come ci conferma un’iscrizione sul retro, è stata ripresa da un modello dei fratelli Carracci. Infatti i Carracci furono protagonisti di un’importantissima scuola pittorica a Bologna, la quale diede l’impulso principale alla linea classicista che, insieme alla controparte barocca, determinò la pittura italiana del Seicento.

Come presuppone il modello carraccesco in questa opera, effettuando un’analisi stilistica e formale, possiamo notare come prevalga uno spirito classicista. È un’opera che senza dubbio si ispira al grande naturalismo seicentesco che, con l’intenzione di riparare ai presunti errori compiuti dal Manierismo, si ricollegava direttamente ai grandi maestri del Rinascimento maturo, Raffaello in particolare. Da qui la monumentalità della figura, nelle sue forme tornite che sicuramente hanno a che fare anche con Tiziano. Una resa naturalistica totale, dunque, che si esprime anche in un atmosferismo compassato. Il soggetto, infatti, interagisce con lo spazio in modo equilibrato, con uno sfumato leggero che rende i suoi contorni indefiniti, la carne morbida al tatto. La luce colpisce il soggetto cadendo dalla nostra destra, creando zone d’ombra sul viso e sul torace con perfetta verosimiglianza mentre vengono illuminati la spalla e il braccio. Straordinaria è la connotazione fisionomica, anche piuttosto idealizzata, del volto del soggetto, così come estremamente coinvolgente è la sua espressione solenne ed austera. Tipicamente seicentesca è la gamma cromatica che vede una prevalenza di tonalità scure.

Carlo Cocquio è stato un pittore originario di Ligurno, nato nel 1899 e scomparso nel 1983. Si è formato presso l’Accademia di Brera sotto la guida di Ambrogio Alciati, specializzandosi soprattutto nelle tecniche del ritratto e dell’affresco. Ha spesso lavorato su commissione, soprattutto di opere religiose ed anche come mosaicista, pittore di vetrate, ritrattista e paesaggista. Il suo studio a Varese è stato protagonista di un’intensa attività, anche tramite il Circolo degli Artisti cittadino.


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