Carlo Quaglia – Panorama da S. Onofrio

Carlo Quaglia – Panorama da S. Onofrio

Quaglia Carlo

Il soggetto del paesaggio urbano è già presente in epoca Medievale e Moderna, ma prevalentemente in maniera idealizzata. Le scene di vita cittadina diventano temi tipici con un’interpretazione più verosimile a partire dal XIX secolo. Ricordiamo come subito dopo le correnti realiste dell’Ottocento anche gli impressionisti diedero molta rilevanza al quotidiano, alla vita di tutti […]

  • Tecnica: Olio su masonite
  • Dimensione: 60x44
  • Anno: 1969

  • Certificato: Di Autenticità di Brerarte
  • Codice prodotto: PGAT002

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DESCRIZIONE

Il soggetto del paesaggio urbano è già presente in epoca Medievale e Moderna, ma prevalentemente in maniera idealizzata. Le scene di vita cittadina diventano temi tipici con un’interpretazione più verosimile a partire dal XIX secolo. Ricordiamo come subito dopo le correnti realiste dell’Ottocento anche gli impressionisti diedero molta rilevanza al quotidiano, alla vita di tutti i giorni, con un certa predilezione, però, verso la frenesia della città, la folla, il traffico e ambientazioni tipicamente borghesi. Per i rappresentanti della “Scuola Romana” come Carlo Quaglia, il paesaggio urbano è uno dei soggetti preferiti, soprattutto le vedute suggestive della capitale.

Carlo Quaglia può essere considerato uno dei più importanti esponenti delle istanze pittoriche proprie della Scuola Romana, quel movimento che, tra gli anni ’30 e gli anni ’40, opponeva al rigore ed alla esaltazione plastica di Novecento un fare pittorico che guardava all’Espressionismo europeo. Caratteristica peculiare della Scuola Romana, così come di Carlo Quaglia, è quella di un elegante sintesi formale che viene condotta essenzialmente tramite il colore. In questo dipinto l’artista ternano porta avanti questo discorso con un’accentuata astrazione dei volumi, risolvendo gli oggetti con pochi colpi di pennello. Il panorama romano, comunque riconoscibile, viene stravolto nella forme dall’irruenza della sensibilità del pittore, che connota la rappresentazione di profonde vibrazioni che sono sì atmosferiche, ma anche liriche ed esistenziali. La caratteristica più importante, nell’opera di Carlo Quaglia e anche di altri rappresentanti della “Scuola Romana”, è la concretezza del paesaggio, costruito da una pittura densa e strutturale, insieme alla sua spiritualità, evocata dall’impasto cromatico di colori caldi e bruni.

Carlo Quaglia è nato a Terni nel 1903 ed è scomparso a Roma nel 1970. Studiò economia e durante la Seconda Guerra Mondiale fu fatto prigioniero in India. Durante la detenzione trascorse cinque anni dedicandosi allo studio della pittura. La produzione di Carlo Quaglia può essere compresa nei caratteri della “Scuola Romana” che vide tra i suoi esponenti Mario Mafai, Scipione e Antonietta Raphael. Carlo Quaglia ha tenuto diverse mostre in Italia e anche all’estero. Ha partecipato a varie edizioni della Quadriennale di Roma e della Biennale di Venezia.


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