Cesare Berlingeri – Senza titolo

Cesare Berlingeri – Senza titolo

Berlingeri Cesare

  • Tecnica: Tecnica mista su tela piegata
  • Dimensione: 104x57x23
  • Anno: 2005

  • Codice prodotto: AFLO002

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DESCRIZIONE

Durante gli anni ’50 e ’60 del XX secolo si cominciarono a diffondere, nell’arte europea ed americana, le cosiddette poetiche dell’oggetto. Ricollegandosi al ready-made di dadaista memoria ci fu una nuova ondata di gruppi o movimenti che riproposero oggetti di uso quotidiano o materiale di scarto come opere d’arte. La distanza dal Dada tradizionale consistette nella grande influenza esercitata dall’Espressionismo Astratto che portò a riconfigurare gli oggetti con nuovi linguaggi e nuovi stimoli. Nella ricerca artistica di Cesare Berlingeri l’oggetto protagonista è la stessa tela pittorica, la quale però viene ripetutamente piegata dall’artista assumendo una nuova configurazione. L’idea delle piegature fu ispirata a Berlingeri da un ricordo d’infanzia, un amuleto di stoffa piegata che la madre portava al collo.

Nella ricerca di Cesare Berlingeri l’oggetto tela è il protagonista e ciò implica la compresenza di diverse istanze concettuali molto interessanti. Innanzitutto la stessa idea di elevare l’oggetto ad opera d’arte, tipica delle correnti neo- dadaiste e della nostrana Arte Povera, e conseguentemente il concetto di ricontestualizzare artisticamente l’oggetto tramite il gesto dell’artista, che nel caso di Berlingeri si identifica come una piegatura reiterata. Tramite questo procedimento l’opera diventa qualcosa di totalmente nuovo, una sorta di ibrido tra pittura e scultura. Infatti esso è una tela dipinta, ma, allo stesso tempo, anche una forma plasmata dall’artista con una compiuta presenza tridimensionale nello spazio. Anzi la tela sembra quasi contenere e nascondere qualcosa al suo interno cosicché la produzione artistica di Cesare Berlingeri possiede anche quel fascino ermetico e misterioso che possiamo trovare, per esempio, negli oggetti impacchettati di Christo.

Cesare Berlingeri è nato nel 1948 a Cittanova. Inizia a dipingere giovanissimo. Nel ‘68 intraprende una serie di viaggi in Europa dove si confronta con la cultura contemporanea. A Roma, negli anni ’70, lavora per il teatro e per la televisione come scenografo e costumista. Nel ’75 si tiene la sua prima personale a Firenze presso la galleria AxA, nel ’78, invece, la sua prima personale romana alla galleria Soligo. Nel ’86 è invitato alla XI Quadriennale. I dipinti piegati vengono presentati al pubblico nel ’90, dopo l’incontro con T. Trini, nella personale Opere recenti. In questi anni numerose sono le personali e le collettive nelle quali è esposto il suo nuovo lavoro. La galleria La Polena di Genova gli dedica una personale, Viaggi. Per la Fondazione Mudima crea una grande installazione a parete dal titolo Piegare la notte (1994) e nel 1999 vengono presentati, oltre alle Piegature, dei piccoli dipinti su piombo. Sempre alla Fondazione Mudima sono presenti anche delle grandi tele segnate a carbone nelle quali affiorano “elementi figurali, segni quasi umani, ombre di presenze, cicli che discorrono”, con parole di T. Trini, che ne cura un’importante monografia edita da Skira nel 2003.


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