Cesare Peruzzi – Nudo disteso

Cesare Peruzzi – Nudo disteso

Peruzzi Cesare

  • Tecnica: Olio su cartoncino telato
  • Dimensione: 40x60

  • Codice prodotto: MCOM003

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DESCRIZIONE

Da sempre la figura umana è stata al centro della ricerca artistica. Fin dall’età classica la resa naturalistica dell’anatomia umana è stata uno degli obiettivi principali di pittori e scultori di tutti tempi. La rappresentazione del nudo è la massima espressione di questa aspirazione, trasversale a tutte le epoche e a tutte le correnti stilistiche. Infatti oltre alle interpretazioni naturalistiche, proprie del Rinascimento e dei vari classicismi, che mirano ad una rappresentazione veritiera e dettagliata del corpo umano, il nudo è stato protagonista anche all’interno delle nuove concezioni estetiche portate dalle avanguardie storiche, come nel Cubismo, nell’Espressionismo e nel Surrealismo.

Nelle opere in cui Cesare Peruzzi si confronta con un tema iconografico tradizionale come quello del nudo di donna disteso, possiamo constatare come questo pittore, anche all’interno di una concezione di tipo accademico, sia attento alle novità proposte dalla contemporaneità. Infatti la resa naturalistica del corpo è ottenuta mediante una straordinaria tecnica che permette di registrare fedelmente i dati sensibili. Inoltre nelle forme piene del soggetto si percepisce una precisa volontà di esaltazione dei valori plastici. È nella stesura pittorica, tuttavia, che si percepisce tutta la novità del fare artistico di Peruzzi. La sua pennellata è sempre dinamica, tanto da rendere i volumi di questo soggetto frementi di vibrazioni atmosferiche e luminose. La concretezza del corpo risalta ancora di più in uno spazio decontesualizzato, quasi astratto, reso tramite un intervento gestuale da parte del pittore.

Cesare Peruzzi è stato un pittore originario di Montelupone, nato nel 1894 e scomparso a Recanati nel 1995. Si forma principalmente a Roma dove esordisce nel 1915 nella mostra della “Secessione” esponendo insieme a Degas, Cezanne, Renoir, Guidi e Casorati. Si perfeziona nella rappresentazione del nudo studiando anche all’Academie de France. A partire dal 1923 si specializza nella tecnica ad acquerello, avviando una delicata ed intima produzione di scene di genere e ritratti. Ebbe diverse commissioni anche di arte sacra, come la cappella dedicata a San Giacomo della Marca realizzata a Monteprandone nel 1926, il ciclo di “Sette episodi della vita di San Francesco Saverio”nel 1932 e scene della vita di Santa Teresa nel 1933 per la Basilica di Loreto. Nel 1955 partecipò alla VII Quadriennale di Roma.


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