Cleto Capponi – L’albero della vita

Cleto Capponi – L’albero della vita

Capponi Cleto

  • Tecnica: Scultura in ceramica
  • Dimensione: 31,5x21,5

  • Codice prodotto: CMEN012

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DESCRIZIONE

La scultura qui presente, opera di Cleto Capponi, raffigura due scimpanzé, nello specifico un genitore intento a tenere il piccolo mentre quest’ultimo impara a reggersi in maniera autonoma al ramo di un albero, l’albero della vita come delineato nello stesso titolo dell’opera. Già da questo dettaglio possiamo notare come l’opera incarni a pieno quei concetti futurista di fede nel futuro e nel progresso. Nello stesso anno della pubblicazione del manifesto futurista ad opera di Marinetti, a Cambridge si celebravano i cinquanta anni dall’opera massima di Charles Darwin, che teorizzò la ormai celebre teoria dell’evoluzione, che in molti vedevano come opera celebrativa verso il futuro, un concetto tanto caro al panorama futurista. Il gesto del più grande che aiuta e sorregge il piccolo, come fosse un gesto di speranza e fiducia nel domani, un richiamo alla vita come simbolo di ottimismo verso il domani.

Cleto Capponi ci delizia con questa scultura in ceramica che rappresenta per l’appunto due scimpanzé nell’atto di abbracciarsi. Sebbene, Cleto Capponi abbia una poetica che converge verso i dettami futuristi, in questo caso la rappresentazione scultorea ha una tendenza figurativo-realistica. Si nota in particolare la voglia da parte dell’autore di conservare in maniera naturalistica il corpo degli animali. Oltre questo fattore troviamo esaustivo dire che, malgrado l’anatomia giusta degli animali, questi si fondono con i rami dove si reggono. Stilisticamente la scultura risulta ben costruita con una ricerca del dettaglio.

Cleto Capponi nasce ad Ascoli Piceno nel 1912. Nel 1922, all’età di 10 anni, ebbe l’occasione di visitare la “Prima esposizione futurista nell’ambito dell’Esposizione provinciale d’arte” curata da Ivo Pannaggi, presso il Palazzo del Convitto Nazionale di Macerata. Cleto Capponi rimase affascinato dall’estetica futurista, si contano opere di Balla, Boccioni, Depero, Sironi e dello stesso Pannaggi, con la presenza di Filippo Tommaso Marinetti. La notorietà del giovane artista arriva nel 1934 quando, su una pubblicazione del Messaggero, Cleto Capponi creò un ritratto caricaturale del pugile Primo Carnera. Da questo momento importanti furono le commissioni per il “Messaggero” e il “Popolo d’Italia”.  Inoltre, gli si riconoscono importanti incarichi pubblici, tra le quali troviamo il “Monumento al Pescatore” nel 1978 presso San Benedetto del Tronto e nel 1985 a Grottammare propone il Monumento alla Vela. Nella sua vita fu anche insegnate d’arte presso la Scuola Media Statale di Grottammare “G Leopardi”. Muore nel 2000.


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