Costantino Spada – Vecchio sardo

Costantino Spada – Vecchio sardo

Spada Costantino

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x70

  • Codice prodotto: RCOS002

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DESCRIZIONE

Il ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea. Anche nell’interpretazione del genere del ritratto Costantino Spada propone la propria visione di tipo espressionista. E così prevale un immagine fortemente simbolica, carica di significati che vanno oltre una semplice riproduzione del dato naturalistico e fisionomico.

In questo Vecchio Sardo possiamo vedere bene come, nella produzione pittorica di Costantino Spada, la dimensione realista e quella espressionista si incontrino e convivano nella stessa opera. Infatti la concezione dell’opera mostra un attenzione ad una realtà specifica, con i suoi valori e la sua identità culturale, con un attenzione, da parte dell’artista, ad una dimensione dell’opera d’arte di tipo sociale. Il linguaggio però supera la realtà sensibile e l’immagine, sintetica, costruita sulle qualità espressionistiche del colore e della stesura pittorica, diviene potentemente simbolica. L’opera, allora, oltrepassa lo status di ritratto di un singolo individuo per diventare l’immagine di un’intera collettività, di uno strato sociale, di un’identità culturale.

Costantino Spada è stato un pittore originario di Sassari, nato nel 1922 e scomparso nel 1975. Si fa conoscere fin da giovane e, insieme a Libero Maledina, è considerato uno dei più promettenti pittori sardi. Tra gli anni Quaranta e Cinquanta elabora il suo stile, fatto di tematiche realista, ma interpretate secondo uno stile tendenzialmente espressionista. In seguito si dedicherà anche a soggetti di tipo religioso. Nel 1940, infatti, affresca la Sagrestia di San Donato con una storia di Cristo. In seguito si occupò anche delle chiese di San Giuseppe, San Sisto, Servi di Maria e del seminario Arcivescovile di Sassari, fino ad arrivare all’apice della sua più grande espressione artistica con gli affreschi e i dipinti della chiesa del Sacro Cuore.


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