Da Giovanni De Martino – Scugnizzo napoletano

Da Giovanni De Martino – Scugnizzo napoletano

De Martino Giovanni

  • Tecnica: Scultura in legno
  • Dimensione: 27x37x19

  • Codice prodotto: SCRE005

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DESCRIZIONE

Il ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea.

L’opera propone in maniera impeccabile lo stile di Giovanni De Martino, uno scultore che parte, fondamentalmente, da un’impostazione classica. Nelle sue opere egli rispetta, innanzitutto, la verità naturale dei suoi soggetti. E lo fa con una notevole tecnica scultorea, che gli permette di rappresentare con precisione i particolari fisionomici del soggetto. Ed è questa una peculiarità fondamentale nel tipo di estetica adottata da De Martino, che può, senza ombra di dubbio, poter essere definita verista. L’artista ricerca senza alcun tipo di filtro o idealizzazione la verità naturale del soggetto, anche soffermandosi su particolari non aggraziati o introducendo elementi indicativi del suo status sociale. E’ un tipo di scultura che non teme di rappresentare la verità, anche quella delle fasce meno agiate della popolazione.

La scultura è stata realizzata da un modello di Giovanni De Martino, scultore napoletano, nato nel 1870 e scomparso nel 1935, ma è stato molto attivo a Parigi. La formazione è avvenuta nell’Accademia di Belle Arti della sua città e i suoi maestri furono Stanislao Lista, Gioacchino Toma e Achille D’Orsi dai quali apprese il linguaggio verista. In seguito si trasferì a Parigi dove vinse il premio Museo del Louvre. Tornato a Napoli si dedicò completamente al suo realismo socialista. Tra il 1900 e il 1929 prese parte a numerose rassegne sia in Italia che all’estero (Parigi, San Pietroburgo, Monaco) ed ha partecipato a diverse edizioni della Biennale di Venezia.


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