Danilo Soligo – Senza titolo

Danilo Soligo – Senza titolo

Soligo Danilo

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x70

  • Codice prodotto: msor001

Visualizzazioni 896

DESCRIZIONE

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile.

Come possiamo vedere dall’analisi di questo dipinto, il soggetto della “Natura Morta” costituisce per Danilo Soligo il pretesto per sviluppare la propria originale concezione estetica. L’artista parte, innanzitutto, da una ricostruzione geometrica della realtà, per lui è fondamentale indagare la forma e la struttura degli oggetti ed ordinarli in un sistema razionale (e la scelta della “Natura Morta” di oggetti è molto indicativa in questo senso). Possiamo, dunque, constatare una vicinanza di Soligo alle poetiche cubiste, in particolare nella costruzione di uno spazio complesso, determinato da vere e proprie figure geometriche che costituiscono altrettante campiture di colore. Tuttavia lo stesso Soligo vuole incrinare questo ordine stabilito e movimentare la staticità insita nel cubismo, per accentuare l’espressività dell’opera. Per questo la sua stesura pittorica è estremamente dinamica e ricca di materia. Anche la scelta dei colori, non rispecchia una riproduzione dal vero, ma è fondata su valori di tipo espressionistico e le diverse tonalità sono disposte in modo da stimolare la percezione dello spettatore.

Danilo Soligo è nato a Trevignano nel 1920 ed è scomparso a Montebelluna nel 2016. A 15 anni lo aveva iniziato alla pittura il padre, decoratore di chiese. Aveva acquisito poi la formazione nel campo della pittura da Luigi Bizzotto, uno dei migliori allievi di Ettore Tito. Dopo aver ottenuto a soli 19 anni un prestigioso riconoscimento a Roma, con un’opera esposta alla Farnesina, era stato chiamato alle armi. Al suo ritorno si è diplomato all’Accademia di Belle Arti a Venezia. In seguito ha intrapreso un’intensa attività di realizzazione di cicli di affreschi di rilevante dimensioni nelle chiese parrocchiali del nord Italia, tra le quali Caonada, Mercato Vecchio e Guarda. Nel 1957 si è recato in Canada dove aveva proseguito tale attività con ottimi risultati. Rientra quindi a Montebelluna nel 1977 dove aveva aperto il suo studio.


RICHIESTA INFORMAZIONI



VendereQuadri è la prima piattaforma italiana per la compravendita d'arte online pensata per artisti, gallerie, collezionisti e privati.
Qualità garantita e transazioni sicure.


LE OPERE

Follow Us

© 2022 - E' vietata la riproduzione anche parziale.
P. IVA, C.F. e Iscr. Reg. Imprese 02272650447