Elvio Marchionni – Tenerezza

Elvio Marchionni – Tenerezza

Marchionni Elvio

Quello del putto, ovvero della figura di bambino dotato di ali, è uno dei motivi iconografici più ricorrenti e diffusi in tutta la storia dell’arte occidentale. Esso deriva direttamente dalla classicità greca e romana e nasce come rappresentazione di Eros/Cupido, dio dell’amore o, più genericamente, come figura di amorino. La figura del putto, proprio per […]

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DESCRIZIONE

Quello del putto, ovvero della figura di bambino dotato di ali, è uno dei motivi iconografici più ricorrenti e diffusi in tutta la storia dell’arte occidentale. Esso deriva direttamente dalla classicità greca e romana e nasce come rappresentazione di Eros/Cupido, dio dell’amore o, più genericamente, come figura di amorino. La figura del putto, proprio per la sua appartenenza alla cultura classica, viene ripresa in modo sistematico nel Quattrocento umanistico. Fu in principio Donatello ad usare il putto come motivo decorativo nelle sue famose Cantorie, ispirate al modello degli antichi sarcofagi. In seguito, soprattutto a partire dal XVI secolo, la figura del putto entra a far parte attivamente delle grandi scene religiose, subendo la trasposizione dalla mitologia classica alla religione cristiana e assumendo il ruolo di angelo dalle sembianze infantili. Nel XVII secolo è un motivo iconografico popolarissimo, soprattutto in ambito barocco, anche mediante la rappresentazione della sola testa con le ali.

In questa versione pittorica dei suoi famosi “Strappi” Elvio Marchionni propende per una composizione, sempre ispirata al Rinascimento italiano, ma con una tendenza più marcatamente classicista. L’artista mette in opera una specie di operazione filologica tipicamente quattrocentesca, consistente nel recupero archeologico di temi dell’arte classica greca e romana. Anche la modalità interpretativa mostra un plasticismo accentuato inserito in uno spazio prospettico brunelleschiano ispirandosi alle ricerca di Piero della Francesca, Paolo Uccello o Mantegna. Marchionni però rielabora il modello lavorando soprattutto sulla patina di antichità, producendo ad arte il degrado stesso dell’opera che ne aumenta il fascino ed il valore.

Elvio Marchionni è un artista nato a Spello nel 1954. Tutta la sua ricerca artistica è fondata sul recupero della memoria e delle emozioni del passato. I suoi dipinti appaiono come frammenti di affreschi strappati, citazioni della pittura umbra quattrocentesca di cui Marchionni è un grande conoscitore. Le sue sculture presuppongono lo studio dell’armonia e delle proporzioni rinascimentali. Tuttavia, tale percorso di recupero della memoria, si fonde, in Marchionni, con un’accurata ricerca sul linguaggio artistico nei confronti di una sensibilità contemporanea.


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