Emilio Greco – Aretusa

Emilio Greco – Aretusa

Greco Emilio

  • Tecnica: Bassorilievo
  • Anno: 80'

  • Codice prodotto: DCAS001

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DESCRIZIONE

Da sempre la figura umana è stata al centro della ricerca artistica. Fin dall’età classica la resa naturalistica dell’anatomia umana è stata uno degli obiettivi principali di pittori e scultori di tutti tempi. La rappresentazione della figura femminile è un’espressione di questa aspirazione, trasversale a tutte le epoche e a tutte le correnti stilistiche. Infatti, oltre alle interpretazioni naturalistiche, proprie del Rinascimento e dei vari classicismi, che mirano ad una rappresentazione veritiera e dettagliata del corpo umano, la figura femminile è stata protagonista anche all’interno delle nuove concezioni estetiche portate dalle avanguardie storiche, come nel cubismo, nell’espressionismo e nel surrealismo.

L’opera è un esempio dei molti bassorilievi che Emilio Greco dedicò allo studio ed alla ricerca sulle forme femminili. Ricerca che l’artista rivolge verso i volumi e il movimento. Questa serie di opere dimostra quanto la formazione classica avuta da Greco sia stata fondamentale nella sua carriera. L’artista persegue un’ideale di bellezza pura, armonico, attraverso la creazione di un volume equilibrato, quasi geometrico all’interno della composizione, ma che prende vita grazie ad un modellato morbido che ne addolcisce le forme. La ricerca sulla resa naturalistica è portata a dei livelli di esecuzioni straordinari, grazie alla tecnica del Maestro Greco, la quale gli permette di riprodurre, con grazia ed eleganza, ogni dettaglio. Risulta evidente, nelle fisionomie e nelle espressioni di queste figure femminili, la ricerca di un’estetica di ampio respiro classico, dall’aura sacrale e dalle origini mitiche.

Emilio Greco fu un artista catanese nato a Catania nel 1913 e scomparso a Roma nel 1995. Impegnato soprattutto nella scultura fu anche scrittore e illustratore. La sua ricerca fu indirizzata soprattutto verso il nudo femminile. Celebre è il suo ciclo delle Bagnanti e i ritratti femminili. Per un periodo fu docente presso l’Accademia di Carrara e raggiunse la fama con il monumento di Pinocchio e la Fatina realizzato nel 1956 per il paese di Collodi. E’ scomparso nel 1995.


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