Emilio Tadini – Pittura

Emilio Tadini – Pittura

Tadini Emilio

  • Tecnica: Incisione
  • Dimensione: 14,5x18,5

  • Codice prodotto: MDAN001

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DESCRIZIONE

La caratteristica principale dell’attività di Emilio Tadini è il suo eclettismo. Oltre che nelle arti figurative, infatti, la creatività di questo grande intellettuale si è prodigata anche nella letteratura, nella saggistica e nella poesia. Così anche nell’ambito pittorico è difficile inquadrare i soggetti di Tadini proprio a causa di questa grande libertà di azione e movimento che si è sempre concesso. I temi pittorici sviluppati da Tadini si muovono tra metafisica e pop-art, surrealismo e simbolismo, senza quasi una soluzione di continuità. Tanto che si può dire che sia la sua sconfinata creatività a costituire, essa stessa, il soggetto delle sue opere.

L’opera risulta estremamente interessante nel rivelare quanto sia stato profondo, nella produzione artistica di Emilio Tadini, il legame tra pittura e poesia. Questa incisione su lastra si esplica come un vero e proprio componimento di poesia concettuale, la cui brevità trova riscontro nelle piccole dimensioni del quadro e nel minimalismo dei mezzi formali, mentre il suo ermetismo viene espresso da un linguaggio fortemente astratto. Il tema del componimento è la pittura stessa, come viene indicato dall’uso della parola scritta che campeggia al centro dell’opera, quasi a dargli un titolo, un contesto. E così Tadini cerca di arrivare all’essenza più pura del fare pittorico in una rappresentazione che si esplica in un raffinato simbolismo nell’idea, estremamente efficace, del vocabolo “pittura” che esce dallo stesso pennello. È una rappresentazione icastica ed allo stesso tempo ironica, ribadita dall’intervento astratto delle due macchie di colori puri. Possiamo, quindi, constatare come sia intensa e contemporaneamente giocosa, la meditazione di Emilio Tadini che in un’opera così minimale riesce a dare vita a tante e tali suggestioni.

Emilio Tadini nasce a Milano nel 1927. Nel 1947 esordisce sul “Politecnico” di Vittorini con un poemetto cui fa seguito un’intensa attività critica e teorica sull’arte. Al lavoro critico e letterario affianca, fin dalla fine degli anni ’50, il lavoro della pittura. La sua prima esposizione personale è del 1961 alla Galleria del Cavallino di Venezia. Tiene esposizioni personali all’estero, Parigi, Stoccolma, Bruxelles, Londra, Anversa, Stati Uniti e Sudamerica, sia in gallerie che in spazi pubblici e musei. E’ presente inoltre in numerose collettive. Nel 1978 e nel 1982 viene invitato alla Biennale di Venezia. Nel 1986 tiene una grande esposizione alla Rotonda della Besana a Milano dove espone una serie di tele che preannunciano il ciclo dei Profughi e quello dedicato alle Città italiane . Del 1992 è la mostra Oltremare alla Galerie du Centre di Parigi e nel 1993 inaugura una mostra con nuove opere allo Studio Marconi di Milano. Nel 2001 la città di Milano gli ha reso omaggio con una mostra antologica Emilio Tadini. Opere 1959/2000 a Palazzo Reale. Scompare nel 2002.


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