Enrico Accatino – Informale dorato

Enrico Accatino – Informale dorato

Accatino Enrico


  • Codice prodotto: FABB004

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DESCRIZIONE

L’opera è una composizione di genere astratto. Astrarre deriva dal termine latino “Abstrahere” che vuol dire estrarre, tirare fuori. Il procedimento di astrazione, infatti, consiste nell’eliminare gli aspetti particolari e individuali di un oggetto per ricavarne un concetto universale. Da Kandinskij a Mondrian, da Pollock a Mirò molti pittori hanno spinto al massimo il processo di astrazione nelle loro opere creando, paradossalmente, forme pure e colori puri che non esistono in natura o traducendo in immagini le loro emozioni e la loro istintualità. La presente opera fa parte della produzione astratta di Enrico Accatino, alla quale l’artista si dedicò a partire soprattutto dalla metà degli anni ’50.

La produzione astratta dell’artista Enrico Accatino si distingue per il suo carattere rigoroso e controllato, quasi austero in alcuni casi. Il suo fare artistico non cede mai completamente all’informale, mantenendo appunto la forma come cardine della rappresentazione della realtà percepita. Forma che in alcuni casi può assumere un carattere davvero geometrico, mentre in altri può invece avere una consistenza più morbida rientrando nel campo di un’estetica biomorfica. Nonostante tali differenze risulta costante la presenza dell’elemento circolare, perno dell’astrattismo di Accatino e che in questo pittore assume una valenza sia iconografica che estetica fondamentale. Anche l’uso dei colori si attesta nella stessa volontà di rigore e controllo, disponendosi secondo rapporti armonici ed equilibrati. L’opera in oggetto è molto interessante in quanto ci mostra come la ricerca di Enrico Accatino fosse rivolta non solo alla forma, ma anche alla tridimensionalità ricercata la creazione di sovrapposizioni e collage.

Enrico Accatino è nato a Genova nel 1920 ed è scomparso a Roma nel 2007. Nasce in una realtà contadina e inizia a disegnare da autodidatta. In seguito si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma ed entra nello studio di Felice Casorati a Torino. Soggiorna per un anno a Parigi dove perfeziona la sua tecnica e il suo stile. Rientrato in Italia alla fine degli anni ’40 sviluppa un arte figurativa, fortemente espressionista, ispirata alle questioni sociali. A partire dagli anni ’50 la sua produzione evolve nel senso di un astrattismo piuttosto rigoroso che pone l’elemento circolare come tema fondamentale del suo fare pittorico.


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