Ernesto Alcide Campestrini – Sognando

Ernesto Alcide Campestrini – Sognando

Ernesto Alcide Campestrini

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 47,5x56,5

  • Codice prodotto: FPAI001

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DESCRIZIONE

Il ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea.

Le opere della famiglia Campestrini si distinguono per una ferma volontà di realismo e possiamo constatare come questi pittori, anche all’interno di una concezione di tipo accademico, siano attenti alle novità proposte dalla contemporaneità. Infatti, sia nell’esecuzione della figura umana (nei nudi e nei ritratti) che nelle nature morte, la resa naturalistica è ottenuta mediante una straordinaria tecnica che permette di registrare fedelmente i dati sensibili. Inoltre nelle forme piene dei soggetti si percepisce una precisa volontà di esaltazione dei valori plastici. Ma è nella stesura pittorica, tuttavia, che si percepisce tutta la novità del fare artistico dei Campestrini. La pennellata è sempre dinamica, tanto da rendere i volumi dei soggetti frementi di vibrazioni atmosferiche e luminose. La concretezza delle figure risalta ancora di più in uno spazio decontesualizzato, quasi astratto, reso tramite un intervento gestuale da parte del pittore. Anche in questo ritratto, nonostante il tema vagamente simbolista suggerito dal titolo dell’opera, Ernesto Alcide Campestrini si attiene ad una visione squisitamente realistica. Il volto sembra quasi essere stato colto di sorpresa dal pittore, fermato nel momento preciso in cui si sta abbandonando ai suoi vagheggiamenti. Questo dà luogo ad una torsione molto accentuata, del collo e della testa, ma perfettamente naturale nella sua casualità. Fondamentale è il ruolo della luce che fa emergere la figura dal fondo scuro.

Ernesto Alcide Campestrini è stato un artista milanese, nato nel 1897 e scomparso nel 1983. Figlio di Alcide Davide Campestrini, ebbe i primi elementi dell’arte dal padre. Tratta particolarmente la figura, riuscendo a ottenere un’interpretazione luminosa. Frequentò varie esposizioni anche con opere di paesaggio. Alcune: “Porta Volta”; “Cyrano di Bergerac”; “Il sorriso de tempi passati”: “L’agonia delle aquile”: “Mattutino”: “L’ultima nota”. Oltre alla figura tratta il paesaggio alpino, specie quello trentino. Partecipò al Concorso per il Centenario dei Bersaglieri col quadro “Canta che ti passa”. Il dipinto “Mammina”, acquistato alla sua personale del 1940 dal Comune, è ora nella Galleria d’Arte Moderna di Milano. Allestì parecchie altre personali (1943, 1945, 1951) a Milano, dove ha sempre operato nella solitudine del suo studio. Ha opere in molte collezioni italiane ed estere.


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